A Grigno una passerella  rende unica la ciclabile 

Inaugurata ieri pomeriggio l’opera che unisce i due tratti di pista: ha una base   in acciaio con un tavolato realizzato riciclando circa 600 mila bottiglie di plastica

di Marika Caumo

GRIGNO. Un ulteriore pezzetto per rendere sempre più attraente e funzionale la pista ciclopedonale della Valsugana. E' stata inaugurata ieri pomeriggio la passerella, vicino alla confluenza tra il fiume Brenta e il torrente Grigno che permette di attraversare quest'ultimo senza lasciare la pista come accadeva prima. Una struttura che raccorda dunque in maniera diretta i due percorsi esistenti. Sistemato e rimesso a nuovo anche il vicino ponte sul Brenta. Lavori che in totale ammontano a 1.1 milioni di euro e che sono stati appaltati dalla Provincia all'Ati tra l'impresa Burlon srl di Telve e la Metal MC di Mezzolombardo per la parte metallica. Pavimentazione e opere speciali di fondazione sono state realizzate da Edilpavimentazioni di Lavis e dalla Geotrentina di Telve.

Ad illustrarli la progettista Chiara Uez del Servizio opere stradali e ferroviarie della Provincia. Per quanto riguarda la nuova passerella si tratta di un tratto di 200 metri (più altri 300 di asfaltatura), lungo 49 metri per 5 di larghezza. «Un tratto nevralgico perché prima si doveva andare in destra Brenta per ricollegarsi alla ciclabile», ha precisato. La passerella si poggia su micropali ed ha una struttura di acciaio corten e un tavolato realizzato con materiale riciclato (si stima che per realizzarlo sono state utilizzate 600mila bottiglie) in modo da abbattere i costi di manutenzione. «Una infrastrutturazione che coniuga la mobilità sostenibile quale è la pista ciclabile con l'ambiente circostante», ha aggiunto l'ingegner Mario Monaco dell'Ufficio Strade della Provincia.

Anche per l'altro ponte, in precarie situazioni, è stato ristrutturato mantenendone la forma, riconfigurando l'alveo del Brenta per salvaguardare da eventuali piene e sperimentando un tavolato con materiale resinoso. Due alternative, il resinoso ed il riciclato, al legno che richiede maggior manutenzione e deperisce in breve tempo.

«E' stata recuperata tutta l'area, ora è una vera oasi, con la ciclabile che accede a questi luoghi di comunità. Quella della Valsugana è una ciclovia importantissima, che collega due regioni», ha commentato l'assessore provinciale alle opere pubbliche Mauro Gilmozzi. Che insieme all'ingegner Monaco ha fornito alcuni dati: nel 2017 a Tezze ci sono stati oltre 100mila passaggi, numero in costante crescita mentre la ciclabile della Valsugana incide per il 15% sui 1.100.000 euro di indotto totale delle ciclabili trentine (che raggiungono i 500km complessivi), seconda solo a quella del Garda. Un mercato, questo, in continua crescita che porta il Trentino ad essere una delle aree più competitive.

«Con il fondamentale aiuto della Provincia stiamo concretizzando cose importanti, dalla zona industriale alla ciclabile, che è una vetrina per i nostri artigiani e commercianti. Ringrazio il dottor Dalsasso che 30 anni fa pensò a questa pista ciclabile, allora quasi utopia e che è una passerella per tutta la valle», ha aggiunto il sindaco Leopoldo Fogarotto, presente insieme alla giunta. Complimenti anche dal presidente della Comunità Valsugana e Tesino Attilio Pedenzini, che ha ricordato come anche altri Comuni sono impegnati nel realizzare il collegamento con la pista ciclopedonale, e dal neopresidente Apt Valsugana Denis Pasqualin. Presente anche il consigliere provinciale Gianpiero Passamani e alcuni sindaci veneti.

Una ciclabile dunque che ora sarà completata col tratto Pergine-Trento (6 milioni totali per i vari tratti, alcuni in dirittura d'arrivo, altri al progetto definitivo) e che per la stagione estiva può contare anche sul servizio di biciclette sui treni: fino a 40 posti bicicletta per treno dal 15 giugno ad inizio settembre.

«La Provincia fa la sua parte, l'Apt anche e pure le organizzazioni locali ed i privati si muovono, perché è un servizio richiesto che genera economia. Stiamo sperimentando nelle Giudicarie anche il servizio sui bus, con delle rastrelliere poste dietro», ha precisato Gilmozzi, che sull'argomento si sta confrontando anche con la collega veneta Elisa De Berti.