Zuclo, crollo del residuo discarica in esaurimento

I rifiuti smaltiti sono passati da quasi 14 mila tonnellate del 2011 alle 2.500 attuali La chiusura anticipata creerebbe problemi all’impianto di biogas della Geas


di Ettore Zini


ZUCLO. Potrebbe avere i mesi contati la discarica comprensoriale di Zuclo. Il condizionale è d’obbligo dal momento che le indicazioni a livello provinciale sono mutevoli. A tal punto da sconcertare gli stessi gestori dell’impianto. Di certo c’è, oltre all’inserimento in finanziaria che dal 1° gennaio del 2014 tutte le discariche trentine (Zuclo compresa) passeranno alla gestione diretta della Provincia (lo dice l’art. 102 quinques del Testo Unico delle Leggi provinciali in materia dell’ambiente dagli inquinanti, introdotto nella LP 25/2012), che i quantitativi di residuo conferiti nei centri di smaltimento stanno calando a vista d’occhio. E che quindi gli organi provinciali devono decidere quali saranno le strategie future per quanto concerne i centri di smaltimento. «A Zuclo – dice l’architetto Maurizio Polla, responsabile del servizio raccolta e smaltimento della Comunità di Valle – siamo scesi a non più di 2.500 tonnellate di residuo annuo. Cosa che potrebbe segnare la dismissione anticipata della discarica. Di certo però non si sa ancora niente, ed è ancora prematuro ipotizzare gli indirizzi futuri della Provincia». Di probabili cambiamenti di rotta parla anche l’ingegnere Ivan Castellani, il diretto responsabile dell’impianto del Bersaglio di Zuclo, dove nel 2011 il quantitativo di rifiuti smaltiti ammontava a 13.888 tonnellate. Ma anche il tecnico non sa dire quali potranno essere le future strategie. «Per ora – dice – non c’è nulla di certo. In merito non abbiamo avuto ancora disposizioni». Anche se una decisione prima o poi andrà presa. Sul piatto c’è da mettere un repentino cambio di pianificazione a livello nazionale, e un mercato sempre più affamato di residuo da bruciare nei termovalorizzatori. E’ così per Brescia sempre più bisognosa di materiale per alimentare la sua struttura. Ed è così per numerose società straniere (Olanda in testa) disposte a smaltire il residuo anche per soli 70 euro la tonnellata. Cosa che potrebbe rivelarsi particolarmente conveniente per strutture come quelle trentine che hanno numerosi impianti (Ischia Podetti di Trento, Mazza di Arco e Sulizzano di Scurelle in Valsugana tra i primi) in via di esaurimento. Zuclo non è tra questi. Nell’ultimo piano provinciale, era possibile stoccarvi ancora un quantitativo di rifiuti pari a 22.000 metri cubi (94 mila ton. nel 3° aggiornamento della pianificazione provinciale). Un quantitativo tale da permetterne la vita ancora per tre o quattro anni. Ma la crescita della differenziata, arrivata all’80% e lo smaltimento fuori regione dell’umido (con vetro, plastica e carta vendute a ditte specializzate), hanno ridotto ai minimi termini i conferimenti. Mettendone in forse il mantenimento già dal prossimo anno. Una decisione che qualche problema lo creerebbe. Soprattutto per l’impianto di biogas, realizzato dalla Geas di Tione, e alimentato proprio dai gas reflui della discarica. Una struttura che si vedrebbe accorciare il ciclo produttivo. Per ora però tutto è ancora in alto mare ( in questi giorni si sta esaminando la bozza del 4° aggiornamento del Piano discariche, ndr.).

Anche se, chi ci lavora, è convinto che una decisione potrebbe essere presa molto prima del previsto. E non solo per Zuclo, ma per tutti gli impianti della Provincia. Complici anche le nuove normative del decreto Clini, l’ex ministro all’ambiente che prevede la trasformazione del Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) in Css (Combustibile Fossile Secondario) bruciabile, quindi smaltibile, nei cementifici.













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