sanità

Tumore alla prostata, oltre 400 nuovi casi all'anno: "Santa Chiara all'avanguardia"

La Fondazione Onda: “Trento all’avanguardia nella gestione delle complicanze post trattamento”



TRENTO.  L'ospedale Santa Chiara di Trento è tra le strutture ospedaliere italiane che si sono maggiormente distinte per un approccio interdisciplinare e all'avanguardia nella gestione delle complicanze post trattamento per tumore alla prostata. A certificarlo - comunica Apss in una nota - è la Fondazione Onda, importante Osservatorio nazionale sulla salute, che lo scorso novembre ha premiato le realtà ospedaliere particolarmente attente nella gestione delle complicanze funzionali post operatorie in pazienti con tumore alla prostata, con una menzione speciale all'ospedale Santa Chiara.

Obiettivo dell'iniziativa, realizzata nell'ambito del network Bollini azzurri, è promuovere la condivisione di buone pratiche cliniche e informare i cittadini sulle realtà ospedaliere con migliori competenze sul campo e sensibilità nella gestione delle problematiche post tumore.

Il risultato ottenuto dall'ospedale di Trento è legato ad un progetto attivo in Apss già dal 2018, grazie alla stretta collaborazione tra l'Unità operativa multizonale di Urologia e il Servizio di riabilitazione del Centro servizi sanitari di Trento; un progetto che nasce dalla necessità di offrire a tutti i pazienti operati per un tumore della prostata un percorso di gestione e riabilitazione delle eventuali complicanze. Il tumore della prostata rappresenta ad oggi la prima neoplasia per frequenza nel maschio italiano con oltre 40mila nuovi casi all'anno. Anche in Trentino i numeri sono elevati, con oltre 400 nuovi casi all'anno.













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