Salto dalla torre di Siena: Maurizio Di Palmaracconta le sue imprese di base jumper sul web

Il giovane rivano non è nuovo a performance come quella che gli è costata una denuncia nella città toscana



RIVA. Riva non brulica di “matti” capaci di gettarsi da una torre a meno di 100 metri di altezza, affidando la propria vita ad un paracadute. Un giro d’orizzonte nel web lo conferma: ce n’è solo uno e si chiama Maurizio Di Palma. Questo e altri indizi e voci raccolte in città portano a credere che sia lui uno dei base jumper che venerdì a mezzogiorno si sono lanciati dalla Torre del Mangia a Siena. Le iniziali e l’età - 31 anni - corrispondono a quelle fornite dalla polizia municipale della città toscana, i cui agenti sono riusciti a fermare e denunciare tal M.D.P., insieme ad un accompagnatore, prima che si desse alla fuga.
 Nel mondo del base jumping Maurizio Di Palma sempre essere una celebrità. Basta guardare il suo sito (mauriziodipalma.com) per rendersene conto. Al suo attivo ha più di 1800 salti da 300 piattaforme diverse, naturali e non, sparse in tutto il pianeta. Per vederlo in azione si può cliccare i video archiviati che lo riguardano, presenti anche in YouTube. Salta dagli aerei, dalle cime delle montagne - tra cui, ovviamente, il Becco d’Aquila sul Brento - dai tetti dei grattacieli e dai viadotti, dalle torri degli acquedotti come da quelle monumentali. La torre che svetta su Piazza del Campo a Siena non è neanche la prima con cui Maurizio si è cimentato. Sempre nella sua pagina web troviamo il filmato del suo lancio della Torre di Pisa, da 55 metri di altezza. Lo si vede salire le scale elicoidali seguito da un paio di amici, uno dei quali farà le riprese dall’alto. In basso c’è un’altra persona armata di telecamera e così la sfida pisana viene immortalata da entrambi i punti vista. Il paracadute si apre subito e dopo una manciata di secondi il base jumper atterra sull’erba verde di Piazza del Duomo. Poi rapidamente raccoglie la vela e se la dà a gambe levate. Il finale dell’impresa che non gli è riuscito a Siena. Strani, questi base jumper: da una parte tengono alla riservatezza se non addirittura alla segretezza, non solo per evitare conseguenze penali e sanzioni, relativamente lievi; dall’altra sperano di stupire e di strappare l’applauso: altrimenti perché far circolare foto e video sul web? È una considerazione che condividiamo con Bepi Hoffer - il decano trentino della specialità - il quale del giovane fuoriclasse rivano (scritturato anche dalla Volkswagen per uno spot pubblicitario della Golf Gti) ha però solo sentito parlare. Lui si è ritirato, non salta più. Ora all’azzurro del cielo preferisce il blu del mare e passa il tempo a Creta













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