Rifiuti: polemiche sulla raccolta a TrentoMeglio di giorno o di notte? SONDAGGIO

Con l'inizio del porta a porta i viaggi settimanali dei mezzi impegnati nella raccolta sono passati da 48 a 270. Ecco spiegato il perché i sacchi azzurri degli imballaggi rimangono così a lungo "abbandonati" sui nostri marciapiedi. E da più parti si invoca la raccolta notturna, per evitare questi inconvenienti



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TRENTO. Quintuplicati. Con l'inizio del porta a porta i viaggi settimanali dei mezzi impegnati nella raccolta sono passati da 48 a 270. Ecco spiegato il perché i sacchi azzurri degli imballaggi rimangono così a lungo "abbandonati" sui nostri marciapiedi. Ma presto tutto cambierà.
Ai sacchi di rifiuti sui marciapiedi della città dovremo abituarci. E' la natura del porta a porta. Per funzionare bene, però, questo sistema presuppone l'esistenza di un appuntamento fra chi deposita e chi raccoglie. E naturalmente la puntualità. Oggi l'orario è troppo vago: due turni di 7 ore ciascuno, uno al mattino e uno al pomeriggio. Domani sapremo che il camion passerà davanti a casa in una fascia di mezz'ora, minuto più minuto meno. Un vero appuntamento.
ORARI SU MISURA.  Quel domani arriverà fra 6-8 mesi, spiegano a Dolomiti Energia, una volta che sarà stato tarato il sistema di raccolta. Saranno definiti calendari su misura per ciascuna via, che indicheranno l'ora presunta della raccolta. Un modo per ridurre al minimo l'impatto estetico dei sacchi "abbandonati".
Difficile però che la Trento che molti hanno paragonato a Napoli (senza offesa per i napoletani), domani diventi come per incanto una specie di Stoccolma. Il motivo è semplice: chi lascia il proprio sacchetto contenente gli "imballaggi leggeri" non sempre è in casa all'ora dell'"appuntamento" e inevitabilmente lo espone quando esce di casa, magari qualche ora prima.
MA LA NOTTE NO. Una cosa sembra molto improbabile: che la raccolta avvenga di notte, come si invoca da più parti. Per Dolomiti Energia gli svantaggi sarebbero molteplici e il primo è il rumore causato dai mezzi. L'azienda ha sperimentato un "serale-tardo" a Gardolo, con turno dalle 16 alle 23.30, ma la relazione ufficiale portata in consiglio comunale nel febbraio 2008 ha evidenziato che c'erano state diverse lamentele da parte dei residenti. Per la stessa ragione il passaggio dei mezzi che alcuni anni fa entravamo in centro storico alle 6 di mattina per lo spazzamento era stato posticipato di un'ora. A far propendere per il no anche motivi sindacali e organizzativi, che si rifletterebbero sui costi. Di notte infatti dovrebbero essere previsti anche dei turni di officina (in caso di guasti) e di coordinamento. Anche la tariffa rifiuti potrebbe subire aumenti.
STOP AI BIDONI. C'è chi vorrebbe che i (brutti) sacchetti venissero sostituiti da (più presentabili) bidoni. Per Dolomiti Energia esiste un problema di volumi ritenuto insuperabile. Gli spazi condominiali sono pensati per ospitare un cassonetto, oggi ce ne sono quattro: per l'organico (una famiglia media ne produce 15-20 litri a settimana), il residuo (15 litri), la carta (30-40), e il vetro (circa 20). Gli imballaggi leggeri pesano poco (il 20% del totale), ma rappresentano il 40-50% del volume complessivo. Quello basato sul sacchetto è inoltre un sistema economico, che serve a contenere i costi aumentati per i sei passaggi (due per l'organico, uno per gli altri 4 tipi di rifiuto) previsti dal porta a porta. E' anche una raccolta veloce: un operatore afferra più sacchetti assieme, mentre il bidone va preso, agganciato e riportato in posizione. L'utente, infine, avebbe l'ulteriore onere di riportarlo a casa.
QUESTIONE DI TRASPARENZA. E rendere i sacchetti più gradevoli, magari colorati, senza che si possa vederne il contenuto? Anche questa ipotesi viene bocciata da Dolomiti Energia. La trasparenza serve infatti ad evitare errori. Vengono lasciati sul posto i sacchetti "irregolari", ad esempio un annaffiatoio o un giocattolo di plastica negli imballaggi. Gli operatori attaccano un foglietto rosso con scritto: "rifiuto non conforme". La purezza del materiale raccolto infatti è direttamente proporzionale alla somma versata dal Corepla, il Consorzio recupero plastica del Conai. Il sacchetto "bocciato" viene raccolto nel passaggio successivo o finisce nel residuo. Sulla materia si è espresso anche il Garante della privacy, affermando che dagli imballaggi non si può capire quali siano le abitudini religiose o politiche di chi lo ha gettato.













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