Referendum, affossata la legge 

Le opposizioni minacciano ostruzionismo contro la riduzione del quorum

TRENTO. Mentre il consiglio provinciale di Bolzano ha approvato due giorni fa con voto trasversale le nuove regole per i referendum, con il quorum che scende dal 40 al 25%, in Trentino il disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, approvato poche settimane fa in Prima commissione, non vedrà la luce in questa legislatura. Lo hanno certificato ieri i capigruppo, rinunciando a metterlo all’ordine del giorno della seduta di fine agosto. Il testo si arena di fronte alla contrarietà di molti gruppi d'opposizione alla riduzione del quorum di validità dei referendum provinciali dall'attuale 50 fino al 20%. Il comitato promotore del era disposto a elevarlo non oltre il 25%, ma questa ulteriore apertura non è bastata.

E' stato per primo Nerio Giovanazzi a chiedere la discussione con tempi non contingentati e a preannunciare mille emendamenti ostruzionistici. Identica la posizione di Massimo Fasanelli, Manuela Bottamedi e Alessandro Savoi, che ha "aperto" a un quorum tra il 30 e il 40%. Per Rodolfo Borga il quorum del 20% «esporrebbe al pericolo che piccoli gruppi di opinione possano far passare modifiche legislative su temi molto rilevanti per la comunità». Favorevole a procedere – tra le forze d'opposizione – il solo Filippo Degasperi (M5S). Per il governatore Ugo Rossi «rinunciare a questo passaggio è una sconfitta per tutto il Consiglio».