Per la segreteria Upt è sfida Buratti-Conzatti

Il presidente del partito: «Difendiamo le Comunità e riformiamo i vitalizi» La commercialista: «Identità popolare, pensiamo alla famiglia tradizionale»

di Chiara Bert

TRENTO. È sfida a due per la segreteria provinciale dell’Upt: ieri a mezzogiorno il termine ultimo per la presentazione delle candidature al congresso del 6 aprile si è chiuso con due nomi in campo, Corrado Buratti, attuale presidente del partito, e Donatella Conzatti, consigliera di Comunità in Vallagarina. Niente sorprese dell’ultim’ora, i candidati sono quelli che già si erano profilati a fine dicembre, quando Flavia Fontana, che ha traghettato il partito negli ultimi due anni, aveva annunciato che non si sarebbe ricandidata. Sarà questo il primo congresso dopo l’era Dellai, con il padre fondatore ormai impegnato sul fronte romano. E se l’obiettivo del congresso 2012 fu di tenere insieme il partito, cercando di evitare la spaccatura con Grisenti (che poi fondò Progetto Trentino), quello del 2014 punta ad essere il congresso del rilancio dopo il sorpasso ad opera del Patt alle provinciali di ottobre. «Siamo entrambi dellaiani», riassume Donatella Conzatti riferendosi a se stessa e a Buratti. Come a dire che non sono da attendersi discontinuità nella linea politica dell’Upt. La conferma arriva dalle due tesi congressuali, nessuna delle quali raccoglie la proposta avanzata nei giorni scorsi dall’assessore provinciale Tiziano Mellarini, di un progetto di unificazione con il Patt.

Corrado Buratti, 47 anni, imprenditore, è consigliere comunale a Mezzocorona e coordinatore dell’Upt della Rotaliana: da presidente del parlamentino ha gestito la campagna per le provinciali guidando la commissione elettorale e conquistandosi la stima dei vertici del partito. Nella sua mozione delinea un partito territoriale e rivendica l’orgoglio Upt. Sul piano delle alleanze, propone «un processo di confederazione delle forze della coalizione che condividano i medesimi obiettivi», ma avverte: «Il contributo di cultura politica di presenza del nostro partito è fondamentale e nessuna tattica ostile o ammiccante di avversari o alleati potrà farlo venir meno». Tra i punti programmatici indica «una riforma organica dei costi della politica basata sull’equità», in cui «il sistema dei vitalizi va rivisto per approdare a un sistema pensionistico contributivo impostato sugli importi effettivamente versati». Difende le Comunità di valle: «Si dovrà procedere ad alcuni correttivi alle assemblee troppo numerose, ma il fondamento politico di questo livello istituzionale, cuore della riforma, deve rimanerne il cardine». Sulla carta Donatella Conzatti parte nella posizione di sfidante. Roveretana, classe 1974, commercialista, sposata con tre figli, si è avvicinata all’Upt provenendo dai Civici e candidandosi alle politiche 2013 e poi alle provinciali (dove ha preso 1453 voti). «Voglio lavorare a un partito aperto che accolga anche i non iscritti, che abbia coraggio e ritmo». No alle fusioni: «Ragioniamo con Patt e Pd per avere una cultura di governo più coesa, i contenitori vengono dopo. Vogliamo salvaguardare partiti forti sui territori». «Più che sulla linea politica, io e Buratti ci differenziamo nell’atteggiamento, il mio più indipendente e meno paternalista». Al capitolo «identità», Conzatti parla di un partito popolare che condivide alcuni valori morali del conservatorismo in temi come la famiglia e il diritto alla vita: «Non ho nulla contro i diritti civili e condanno l’omofobia, ma è imbarazzante - scrive nella sua tesi congressuale - un dibattito pubblico concentrato solo sui diritti degli omosessuali e al più delle famiglie allargate, dimentico completamente della famiglia tradizionale».

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