Malga Palù, 13 mila anni fa un territorio di caccia

Passo Vezzena, gli scavi a cura del Muse hanno fatto emergere 200 manufatti Dalmeri: «Schegge e lame corticate provano la lavorazione della selce»



LEVICO TERME. Un grande accampamento preistorico stagionale risalente al paleolitico superiore ma anche un sito adibito alla prima sbozzatura della selce. È questo il primo dato importante emerso nel corso della seconda campagna di scavo al sito di Malga Palù, sul Passo Vezzena, nel comune di Levico Terme.

Le ricerche archeologiche sono iniziate lo scorso anno a seguito di una precedente segnalazione (da parte di Tullio Pasquali e Walter Casagrande nel 1997) dovuta al rinvenimento di alcuni reperti in selce scheggiata. La prima indagine aveva messo in evidenza i resti di un accampamento stagionale per la caccia e la presenza di un antico lago (oggi intorbato) che avrebbe conferito al sito un’importanza strategica per la sua posizione. «Su un suolo indagato di 35 metri quadrati, articolato in due settori, i 2000 manufatti raccolti quest’anno confermerebbero l’ampiezza dell’accampamento e l’importanza del luogo – spiega il dottor Giampaolo Dalmeri, conservatore della Sezione di Preistoria del Muse, Museo delle Scienze di Trento – La presenza di blocchi e noduli grezzi, grandi schegge, lame corticate, blocchi testati attesterebbero di fatto la pratica, sul sito, di una prima sbozzatura della selce per testarne la qualità. Inoltre la tipologia dei materiali rinvenuti farebbe ipotizzare una datazione del sito da collocare tra i 13.000 e i 14.000 anni da oggi».

Le indagini portate avanti in questi mesi da Giampalo Dalmeri, Stefano Neri e Rossella Duches della Sezione di Preistoria del Muse di Trento, dai collaboratori Giorgia Cappelletti, Maurizio Zambaldi e Moira Pederzolli, e dagli studenti dell’Università di Trento Alice Maraner, Erica Patauner e Walter Inama, sono state cofinanziate dal Comune di Levico Terme e dalla Famiglia Cooperativa Alta Valsugana-Caldonazzo e ospitate presso i prati di Malga Palù. «Il sito fa parte di un più ampio progetto di ricerca denominato Ydesa (Younger Dryas and Evolution of human Societies in Alpine region) di cui si sta occupando la dottoressa Duches», aggiunge Dalmeri. Il progetto, che vede la collaborazione della Sezione di Preistoria con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, è cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e si occupa dello studio approfondito circa le modalità di frequentazione da parte dell’uomo di queste quote (il sito di Malga Palù si trova a 1360 metri) nel paleolitico superiore finale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Ambiente&Percorsi

Primo piano