IL CASO

Il bancomat "slot machine"chiedi 20 euro te ne da 50

Incredibile alla filiale di Largo Nazario Sauro della Cassa Rurale di Lavis: per un errore il bancomat distribuiva 50 euro a chi ne chiedeva 20.
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Andrea Selva


TRENTO. Paghi 20 e prendi 50, il sogno di ogni titolare di bancomat si è avverato ieri in Largo Nazario Sauro dove il distributore automatico della Cassa Rurale di Lavis e Valle di Cembra consegnava 50 euro a chi ne chiedeva 20. La banca era chiusa per la festa del patrono, chissà quanto sarebbe andato avanti il “gioco” se qualcuno - chi scrive assieme al collega di un altro giornale - non avesse informato il direttore dell’istituto di credito, che ha bloccato lo sportello.

Non c’era la fila allo sportello della Rurale. Forse perché per accorgersi del disguido - provocato probabilmente da un errore nella carica della macchina - bisognava chiedere 20 euro appena, un taglio poco usuale con i tempi che corrono. Ebbene in quel caso la macchina emetteva una banconota da 50, regalando 30 euro al titolare della tessera e stampando uno scontrino per 20 euro. Chi ha tenuto i soldi? La banca lo sa - nome, cognome e ora di prelievo - ma il direttore assicura che si tratta di un danno limitato: «Per fortuna avevamo appena caricato la macchina e grazie alla vostra segnalazione siamo riusciti a limitare i danni».

Il ringraziamento della Banca va a chi scrive e al collega che per primo si è ritrovato, incredulo, con trenta euro in più in mano. Par di sentirli, i lettori, dare del fesso a chi per una volta nella vita ha la possibilità di portare via soldi a una banca (ma quando mai ci capiterà di nuovo?) conservando lo scontrino per sperare di farla franca. Pazienza: meglio passar per fesso che essere ladro sul serio. Ladro di polli - in realtà - perché con 30 euro al colpo e un massimale giornaliero da 200 euro era possibile raggiungere un guadagno di 300 euro, cifra che poteva raddoppiata aspettando la mezzanotte quando il limite del bancomat si azzera e si può ripartire da capo, magari avvisando parenti e amici. Ladro di polli, ma pur sempre ladro: 600 euro son pochi, in fin dei conti, per sporcarsi la coscienza.

E chi quei soldi se li è portati via? Forse la banca si metterà sulle loro tracce, cercando di recuperare i soldi (anche se il danno è coperto da una polizza assicurativa) ma difficilmente potrà provare che da quella fessura sono uscite banconote da 50 al posto di quelle da 20. Gli utenti infatti tireranno fuori lo scontrino e - anche in tribunale - avranno probabilmente ragione loro: non c’è prova del disguido. Bisognerà vedere se ci sono riprese video da qualche telecamera lì vicina. Noi abbiamo un filmato e l’abbiamo pubblicata sul sito internet del Trentino: è la prova di una delle due transazioni di cui sono l’autore. Ieri ho “rubato” 60 euro ad una banca dopo una vita passata a sospettare che - rata dopo rata - il “derubato” fossi io. Voglio metterci rimedio: caro direttore mi telefoni, le riporterò il “bottino”.













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