Donna trentina «ripulita» dal finto antiquario 

La 60enne gli ha consegnato mobili antichi e gioielli per un valore di 21 mila euro  ma non ha visto un soldo. Condannati due presunti complici dell’uomo



TRENTO. Prima hanno carpito la fiducia di una donna e poi le hanno rubato mobili antichi e gioielli per un valore di 20 mila e 800 euro. Per questo due giovani uomini trentini, Paolo Monticiolo e Thomas Mancosu, rispettivamente di 35 e 32 anni, sono stati condannati dal giudice Enrico Borrelli a 5 mesi e 10 giorni per truffa. Mancosu si è bruciato anche la sospensione condizionale che gli era stata riconosciuta con una precedente sentenza del 2013. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, i due avrebbero presentato a una sessantenne un uomo che avrebbe detto di chiamarsi Franco e di essere un esperto di mobili antichi. L’uomo ha valutato in 20 mila e 800 euro il valore dei mobili antichi e dei gioielli della signora, li ha caricati su un furgone e poi è sparito. Alla donna non è finito neanche un euro.

Secondo l’accusa, Monticciolo avrebbe carpito la fiducia della vittima del reato che conosceva già da tempo. In particolare, l’avrebbe rassicurata sul fatto che sarebbe stata pagata e si sarebbe fatto consegnare, insieme a Mancosu,i mobili e i gioielli. Poi li avrebbe caricati su un furgone. Poi, quando la donna chiedeva il pagamento, adduceva varie scuse dicendo che aveva perso i beni che gli erano stati affidati. I fatti risalgono al 2015. La donna, che ha presentato denuncia, ha spiegato di aver conosciuto Monticciolo alcuni anni prima, quando aveva dovuto fare un trasloco. L’uomo aveva un furgone e svolgeva lavopri di trasporto di mobili e altre suppellettili.

Successivamente, la donna aveva maturato la decisione di vendere mobili e gioielli di sua proprietà. Così è stata lei a contattare, tramite il suo ex convivente, Monticciolo che ha spiegato di avere la persona giusta. Si trattava, a suo dire, di un antiquario con una buona disponibilità di denaro. L’antiquario era una conoscenza di Mancosu. I tre si sono ritrovati a casa della donna. Il sedicente antiquario si è mostrato molto interessato ai mobili della signora e ha fatto un’offerta molto consistente. Però ha sottolineato che non avrebbe consegnato alla donna né assegni né denaro per non lasciare alcuna traccia. Voleva acquistare tutto in nero e il pagamento si sarebbe dovuto verificare il giorno successivo al momento della consegna da parte di Monticciolo. La donna ha acconsentito, ma il giorno dopo Monticciolo le ha detto di aver consegnato i mobili senza ricevere i soldi dall’antiquario.













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