Antonella Valer candidata per la sinistra

«Diamo speranza a chi non si sente rappresentato». È sostenuta da Leu e dall’«Altro Trentino a sinistra»

TRENTO. «Puntiamo a portare al voto quanta più gente possibile anche per ridurre la possibilità che il centrodestra possa prendere più del 40%». Antonella Valer, spiega con poche parole lo scopo della coalizione «Sinistra per il Trentino» che la candida alla presidenza della Provincia. Due le liste a suo sostegno. Da una parte quella di Leu e dall’altra l’Altro Trentino a Sinistra, formazione che raccoglie esponenti di Rifondazione comunista, ma anche persone che si erano candidate con Potere al Popolo e altri candidati che hanno sensibilità di sinistra ma che non fanno parte di formazioni o partiti. Antonella Valer spiega che la coalizione punta a valori di cui si è parlato poco finora: «Noi ci presentiamo puntando a un programma semplice e chiaro. In primo luogo abbiamo a cuore le tematiche ambietali e quelle sociali. Noi parliamo di cose concrete, non dio poltrone come fanno gli altri schieramenti». Sia la Valer che Guido Giovannardi di Leu e Giuliano Pantano dell’«Altro Trentino a Sinistra» negano di avere in mente solo la testimonianza: «Noi ci rivolgiamo a quelli che non condividono le scelte delle principali coalizioni e che per questo non andrebbero a votare. I nostri obiettivi sono quelli di portare avanti politiche nuove per affrontare la crisi sociale e ambientale che continua ad esserci e allo stesso tempo non permettere al centro destra di arrivare alla soglia del 40 %».

Pantano spiega che non c’è possibilità di un accordo con il centrosinistra: «Per noi non è stato possibile accettare una scelta del genere. Tonini rappresenta il renzismo e l'attacco alla costituzione avvenuto con il referendum. Finalmente esiste una coalizione di sinistra in Trentino con un programma chiaro». Per Pantano l'unico modo per battere la destra è quello di «politiche che rafforzano lo stato sociale e che contrastano la precarietà”.

Sulla stessa linea Giovannardi che richiama alla necessità di un segnale di discontinuità rispetto al passato. «Lo avevamo visto nel centro sinistra inizialmente ma poi questo segnale si è spento e di conseguenza abbiamo deciso di organizzarci per un'alternativa che possa offrire aria nuova». Sui temi, la coalizione dice no alla Valdastico, ma anche a tutte le altre grandi opere a partire dalla Tav.