Snua, i Cobas sporgono denuncia 

La protesta: orari mutati in maniera unilaterale senza alcun accordo, per noi è condotta antisindacale



ROVERETO. Sono di nuovo ai ferri corti i rappresentanti dei Cobas con la Snua, l’azienda che ha in appalto il servizio di raccolta dei rifiuti per conto della Comunità di valle. E accusano l’azienda di veri e propri abusi «che calpestano il dettato della legge nazionale e le richieste dei lavoratori». Alla base della contestazione c’è il cambio di orario che ha visto passare il monte ore settimanale da 36 a 38. Una prerogativa dell’azienda, anche perché l’aumento di due ore era stato già sancito dal contratto nazionale a dicembre del 2016. Ma il problema riguarda l’organizzazione del lavoro: i Cobas sostengono che la decisione di applicare le due ore in più sull’orario del lunedì è una scelta deleteria, perché costringe i lavoratori in turno a lavorare otto ore filate, dalle 6 alle 14, in un contesto molto pesante, gravato dal fatto che si tratta di mono-operatori, cioè dipendenti che da soli guidano i mezzi e raccolgono le immondizie. «Innanzi tutto .- spiegano Giovanni La Spada e Antonio Mura dei Cobas - si tratta di una decisione unilaterale dell’azienda, i9ntrapresa senza alcun accordo con il sindacato. A questa introduzione del nuovo orario, iniziata con il mese di marzo scorso, ha fatto seguito una nostra contestazione, forte del fatto che la maggioranza dei lavoratori in forza alla Snua avevano bocciato a maggioranza l’introduzione del nuovo orario e chiedevano di discuterlo con il sindacato. La risposta di Snua è che l’azienda avrebbe fatto un accordo cion le Rsu aziendali e con il sindacato di settore, ma è falso: se ci sono stati incontri e accordi , ci devono essere anche i relativi verbali, firmati . Che non ci risultano. Falso anche che non ci sia stata una proposta alternativa: i lavoratori avevano proposto di distribuire le due ore in più frazionandole su tutti i giorni di lavoro. Falso anche che i Cobas non siano legittimati a discutere questi aspetti, dato che abbiamo in azienda uno dei tre membri della Rsu». Con queste premesse i Cobas annunciano di voler sporgere denuncia all’azienda per condotta antisindacale.

Ma il nocciolo del problema, spiegano, rimane il meccanismo degli appalti esterni assegnati dalla Comunità di valle con il principio del massimo ribasso. «Snua ha vinto con un ribasso del 23%, e infatti continua a lavorare con mezzi inadatti e obsoleti (ad esempio, privi di benna posteriore), che rendono molto più faticoso il lavoro dei dipendenti. E per martedì annunciano un presidio in Comunità di valle.

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