«Sindaco, quando si decide a rispondere?» 

Per l’ennesima volta il Difensore civico scrive a Valduga: sulla ciclabile attendo da più di otto mesi

ROVERETO. Chissà, magari nel frattempo da palazzo Podestà è stata mandata una lettera all’indirizzo del Difensore civico. Resta un fatto però, documentato dalla lettera che l’avvocato Daniela Longo ha scritto al sindaco Francesco Valduga: «...Si ritiene doveroso chiederle di fornire senza indugi una risposta agli istanti, atteso che la questione è stata rappresentata per la prima volta otto mesi or sono. Auspicando quindi di poter ricevere finalmente sue comunicazioni sollecite ed esaustive al riguardo, si inviano i migliori saluti». La lettera porta la data del 16 marzo e il Difensore civico ricorda a Valduga non solo di avergli scritto il 6 febbraio ma anche di aver sollevato il tema in questione addirittura il 4 luglio dello scorso anno. Il tema è relativo alla petizione della ciclabile per collegare il centro città con San Giorgio lungo via Manzoni e via Balista. «Una vicenda - fa presente Alex Marini di Più Democrazia in Trentino - che pare destinata a durare all’infinito. Tutto a causa dell’ostinazione del sindaco Valduga nell’esimersi dal trattare le richieste popolari secondo le disposizioni dello statuto e dei regolamenti sulla partecipazione e sui consigli circoscrizionali». Al contrario dell’impegno di Valduga «per semplificare gli istituti di partecipazione, le iniziative intraprese dall’amministrazione in spregio allo statuto e alle leggi sulla trasparenza si sono moltiplicate come funghi».

Ma come: dove è finito il sindaco della partecipazione, del confronto e del coinvolgimento dei cittadini tanto sbandierato in campagna elettorale, si chiede Marini, e nel messaggio pronunciato nella prima seduta del consiglio comunale nel giugno 2015? In aula Valduga aveva affermato: «Veniamo dal popolo, siamo qui per il popolo, ed esercitiamo il nostro mandato nel popolo. Siamo qui per servire, non per essere serviti». Il sindaco poi aveva citato il poeta Umberto Saba: "se questa folla mi fosse remota, sarei un'eco vana che si perde", nello spiegare come il politico non possa restare distante dalla gente. «In un'epoca di degenerazione della politica, dobbiamo recuperare l'idea di politica come servizio». In conclusione Marini sostiene che «consapevoli che senza la fattiva collaborazione del sindaco Valduga sia estremamente arduo interpretare il discorso di insediamaneto della consiliatura, non ci resta che prendere atto dello stallo del processo democratico locale». (g.r.)