L'ADDIO

"Ciao Paolo, siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni"

Rovereto, il ricordo della moglie Marisa e delle figlie Francesca ed Ariele. Alla famiglia il grande abbraccio della comunità roveretana e trentina. LE IMMAGINI DELL'ADDIO: una folla gigantesca.

IL RICORDO. Faustini: vulcano di idee e di sogni   - LE FOTO: il tributo in immagini - IL PERSONAGGIO: fondò Oriente Occidente e i Suoni delle Dolomiti



ROVERETO. E' stato un grande abbraccio quello dato dalla comunità roveretana e trentina tutta alla famiglia di Paolo Manfrini, il giornalista, l'uomo di cultura, l'ideatore di eventi di grande richiamo come "Oriente Occidente" e "I Suoni delle Dolomiti", la persona ottimista, ironica e brillante che era.

Al funerale la moglie Marisa e le figlie Francesca ed Ariele si stringono forti forti per salutare dall’altare Paolo. «Ci insegni ad essere curiose, a cercare la bellezza nel mondo, nella musica, nella danza, nelle parole. Proprio perché, come dici tu, tante di belle sono già state scritte, ti dedichiamo queste. “Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”» recitano Francesca e Ariele con le voci incrinate dall’emozione.

Una folla gigantesca al funerale di Paolo Manfrini

Il Trentino tutto ha voluto salutare per l’ultima volta Paolo Manfrini. Al funerale di Rovereto, giornalisti, politici, imprenditori, professori, teatranti, musicisti, poeti, hanno dedicato con le lacrime agli occhi un funerale-concerto all’amico Paolo, abbracciando la moglie Marisa e le figlie Francesca e Ariele. Prima la messa-concerto, ricca di ricordi, preghiere e omaggi a Manfrini. E poi, fuori dalla chiesa, in largo Santa Caterina, una breve recita di Brecht e quindi un assolo di violoncello di Mario Brunello, da Bach ai grandi compositori russi (foto Matteo Festi) 

Poi Marisa si rischiara la voce e parte con un «Ciao Paolo, dopo aver riempito di colori la nostra vita, in questi ultimi tre anni ci siamo finalmente dedicati l’uno all’altro. Senza fretta, senza dispersioni e dubbi. Ti prometto che andremo ancora insieme fin dove finisce l’amore. La tua Marion» come affettuosamente Paolo chiamava la moglie. 

Fuori dalla chiesa, in largo Santa Caterina, una breve recita di Brecht e quindi un assolo di violoncello di Mario Brunello, da Bach ai grandi compositori russi.













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