Ex Cattoi, domani il voto in aula 

Quasi certo il «no» del consiglio al piano della proprietà. Per la maggioranza sarà un test di tenuta

RIVA. Mancano ormai poche ore alla decisione ufficiale del Comune sull’area ex Cattoi. Salvo colpi di scena il Consiglio comunale, che si riunirà domani alle 18.30, voterà il diniego al piano presentato dai proprietari, facendo ripartire da zero la fase di programmazione urbanistica sull’area.

Ma facciamo un passo indietro. Poco meno di un anno fa, a gennaio 2017, una cordata imprenditoriale guidata dal commercialista altoatesino Heinz Peter Hager e dall’arcense Paolo Signoretti, partecipa alla terza asta fallimentare per l’area ex Cattoi di viale Rovereto e si aggiudica il terreno per cinque milioni di euro. Un’operazione, figlia del fallimento della Lacos, che coglie tutti di sorpresa, in primis il Comune di Riva del Garda, data la scadenza imminente del piano attuativo, un elemento di fondamentale importanza, tale da scoraggiare chiunque, visto che non ci sono i tempi per realizzare le opere di urbanizzazione previste.

Ma la cordata che fa capo ad Hager spinge sull’acceleratore e in meno di un mese presenta al Comune il suo piano di comparto, necessario per ottenere la concessione edilizia, assieme a un parere legale secondo cui il Piano attuativo rimane in vigore anche dopo marzo 2017. In questo caso le cubature sarebbero salve.

Di parere diverso il Comune di Riva del Garda che risponde dopo alcuni mesi, in agosto, inviando una lettera di pre-diniego firmata dagli uffici comunali, anch’essa supportata da pareri legali che dicono esattamente il contrario, e cioè che il piano è scaduto e l’area non è più edificabile.

Inizia così un confronto serrato, destinato a durare a lungo, e mentre Hager tenta in più occasioni di aprire un dialogo con l’amministrazione rivana, il sindaco Adalberto Mosaner rifiuta qualunque richiesta di incontro e rimanda la discussione sull’ex Cattoi in consiglio comunale. Spetta infatti all’assemblea esprimersi e dopo innumerevoli riunioni, pareri, discussioni pubbliche e private, la decisione in senso negativo si consolida. Ma è pur sempre una decisione che mette in crisi la politica, basti pensare che lo scorso 7 novembre anche la Commissione urbanistica ha espresso il proprio parere negativo sul piano Hager ma registrando l’astensione della consigliera dell’Upt Isabella Iandarino. Un voto che ha mandato in fibrillazione la politica locale e subito rimbalzato a livello provinciale.

Oggi, alla vigilia dell’attesa votazione, la maggioranza sembra aver ritrovato compattezza e, in ogni caso, il sindaco non teme sorprese avendo comunque dalla sua l’ampia maggioranza dell’aula. Ad astenersi sarà il M5S mentre per le altre forze di opposizione si dovrà attendere domani.

Quello che è certo è che dopo il diniego per il Comune inizierà una nuova fase di programmazione urbanistica dell’area. Un percorso che potrà durare fino a sei mesi, ma non è detto che questa scadenza sia perentoria e quindi i tempi potrebbero slittare di molto. Cosa farà allora chi ha pagato cinque milioni di euro ma non può mettere a frutto l’investimento? Hager fa sapere tramite stampa che sta elaborando un nuovo progetto, più attento al verde e al rispetto del paesaggio, ma è difficile immaginare che rinunci a realizzare negozi e appartamenti di pregio in riva al lago. Più probabile che alla fine faccia ricorso al Tar e che sull’area si pronunci, chissà quando, il tribunale. (a.c.)

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