Il caso

Prezzo della benzina alle stelle, inchiesta della Procura di Bolzano

Esposto penale del Codacons. Pesanti rincari nonostante il taglio delle accise del governo: hieste indagini penali e all’Antitrust per fermare le speculazioni in atto. Il petrolio costa meno


Mario Bertoldi


BOLZANO. Anche la Procura della Repubblica di Bolzano ha avviato accertamenti preliminari per verificare alcuni aspetti penali sugli ingiustificati aumenti dei prezzi alla pompa dei prodotti petroliferi per autotrazione. A provocare l’intervento ella magistratura, diverse zone d’Italia tra cui l’Alto Adige, è stato un dettagliato esposto del Codacons, l’associazione a tutela del consumatori.

Il nuovo esposto depositato alla Procura di Bolzano è stato inviato anche all’Antitrust. Ovviamente sia in chiave penale che in chiave amministrativa si chiede di indagare sui forti rincari che soprattutto negli ultimi giorni hanno interessato i prezzi al consumo di benzina e gasolio. Rincari che, secondo gli autorità dell’esposto, sarebbero del tutto ingiustificati e dettati semplicemente dalla volontà di imporre vergognose speculazioni ai danni dei consumatori proprio in occasione della stagione estiva e dunque della necessità di molti vacanzieri di utilizzare l’auto.

Sono valutazioni che trovano puntuale riscontro nell’analisi dell’andamento dei prezzi. In effetti oggi la benzina costa il 28,5 per cento in più rispetto ad un anno fa mentre il gasolio è rincarato addirittura del 37,5 per cento rispetto al 2021 con il risultato che in molte stazioni di servizio oggi un litro di gasolio (la cui produzione necessita di una fase di produzione decisamente meno complessa) costa di più di un litro di benzina verde. L’andamento dei listini, dunque, è del tutto anomalo e ingiustificato soprattutto in relazione alle quotazioni di mercato delle compagnie petrolifere.

In effetti negli ultimi mesi la quotazione del petrolio sui mercati internazionali è calata ed è al momento al di sotto dei 120 dollari al barile (con un calo nella scorsa settimana dell’8,4 per cento). Ecco dunque per quale motivo il Codacons ha deciso di segnalare con un proprio esposto la situazione alla Procura della Repubblica e all’Antritrust. Oltretutto non va dimenticato che i prezzi alla pompa dei prodotti petroliferi sono aumentati in termini sconsiderati nonostante l’intervento del governo che ha deciso il taglio delle accise proprio per ottenere un contenimento dei pezzi.

Di fatto i cittadini debbono fare i conti con gli effetti di fortissime speculazioni che potrebbero avere aspetti penali ed anche la Procura di Bolzano ha deciso di muoversi. Il rialzo ed il ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato è soggetto all’articolo 501 del codice penale che punisce chi turba il mercato interno adoperando artifizi e raggiri,anche provocando manovre speculative su merci di largo consumo in modo tale da creare un rincaro nel mercato interno. Il Codacos chiede di verificare anche l’ipotesi di reato della truffa contestabile a tutti coloro che, sempre attraverso artifizi e raggiri (in questo caso provocato da un “cartello” e dunque da un accordo tra compagnie petrolifere), procurino a sé o ad altri ”un ingiusto profitto con altrui danno”.













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