Tuffo nei giochi di una volta grazie alle ragazze del Curie 

Il progetto scuola-lavoro. Le studentesse della 4ª A di Scienze umane hanno coinvolto gli ospiti della casa di riposo di Povo. Mentre quelli della 3ª A hanno “giocato” agli enti locali


ROBERTO GEROLA


Pergine. Sempre più sul territorio gli studenti del “Marie Curie” attraverso l’alternanza “scuola-lavoro” (sono oltre 200 le iniziative svolte). In due nuove occasioni sono stati protagonisti nel coinvolgere gli “esterni”. La più recente (di ieri) ha visto le ragazze della 4a A dell’indirizzo di Scienze umane intervenire alla casa di riposo “Margherita Grazioli” di Povo all’interno dell’Alzheimer Fest. Le ragazze hanno studiato e adattato i giochi che facevano un tempo i loro nonni per incoraggiare gli ospiti della casa di riposo a fare movimento. Da due anni sono impegnate in un progetto scolastico sulla psicomotricità nella Terza età. Attraverso la Coop formativa scolastica (Cfs) in classe hanno dato vita, dopo un lungo lavoro di preparazione che ha potuto contare sull’apporto della FederCoop, di Cfs Idea, con tanto di cariche e libri sociali. Le ragazze del Curie sono state affiancate dalle addette della coop sociale Amica di Canezza, scelta come partner del progetto, la docente Lorenza Pisoni come tutor di Cfs Idea, e Tiziana Semeraro, referente coop Amica per l’area Terza età.

Le informazioni acquisite sui libri e in incontri con esperti sono state verificate alla “Margherita Grazioli”, dove le ragazze hanno assistito all’ora di ginnastica per apprendere i movimenti che gli anziani sono in grado di compiere. Poi, gli ospiti della struttura sono stati intervistati per conoscere i giochi che facevano durante la loro infanzia: il gioco della polenta, la corda, la mosca cieca, le bocce. I giochi sono stati ricreati a scuola e, soprattutto, adattati alle capacità fisiche degli anziani. A fine maggio i giochi sono stati consegnati agli ospiti, che li hanno provati con pieno successo. Ieri, un laboratorio nel quale hanno riproposto i giochi e informato la comunità sull’importanza della psicomotricità nella terza età.

La seconda occasione si è avuta con il ruolo principale assunto dal Centro diurno dell’Associazione provinciale per minori (sezione di Pergine). Con l’obiettivo di far crescere i giovani, per sei mesi i ragazzi del centro diurno e della 3a A scienze umane hanno collaborato nella realizzazione di una sorta di rete visitando e “studiando” le realtà amministrative del territorio: Comune, Comunità di valle, Centro giovani #Kairos, Asif Chimelli, Agenzia del Lavoro. I ragazzi ne hanno incontrato i responsabili per capirne ruolo, azione, competenze. Dopo le visite nelle singole sedi, l’elaborazione di un vademecum con tutte le informazioni e le offerte da distribuire nelle scuole e alla cittadinanza. In questa operazione durata appunto alcuni mesi, il gruppo di giovani si è mosso per giungere alla realizzazione dell’obiettivo. Accanto a Nicoletta Tomasi (coordinatrice Appm), anche gli operatori Corrado Rensi e Francesca Mendolara, insieme agli insegnanti del Curie con la responsabile dell’alternanza scuola – lavoro, la docente Marina Stenghel.

Negli ultimi giorni di scuola, gli studenti della 3a A scienze umane e i ragazzi Appm si sono ritrovati al Curie, in aula magna per partecipare al “gioco” da loro inventato e che coinvolge appunto tutte le principali realtà sul territorio. In sostanza, hanno realizzato una simbolica rete tra queste importanti riferimenti della comunità che sono state illustrate attraverso un gioco.

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