All’ex filanda di Lavis la sede della Tsm 

L’annuncio di Rossi nell’incontro al Muse con Kompatscher. «Appena iniziata con Unicredit la trattativa per l’acquisto»

di Daniele Erler

LAVIS. Lì dove un tempo le donne di Lavis filavano la seta, ci potrebbe essere presto una scuola per la pubblica amministrazione. La Provincia vuole acquistare l’ex filanda Tambosi di via Degasperi a Lavis per trasferirvi la Tsm, la Trentino School of Managment. Lo ha detto pubblicamente il governatore Ugo Rossi venerdì al Muse, nel confronto con l’omologo altoatesino Arno Kompatscher.

L’edificio oggi è vuoto ed è di proprietà di Unicredit. La notizia ha fatto discutere in paese quasi subito: per Lavis non sarebbe solo un motivo di prestigio ma l’occasione per immaginare un futuro sviluppo della borgata. C’è solo il torrente Avisio a separare Lavis da Trento, ma il distacco simbolico fra un centro capoluogo, la sua periferia e poi il paese, questa volta può essere superato da una decisione politica che per Lavis avrebbe un riflesso anche economico.

La Tsm è stata ideata nei primi anni Duemila da Provincia e Università che hanno immaginato un centro di formazione d’eccellenza, rivolto soprattutto alla pubblica amministrazione, per garantire lo sviluppo economico e sociale della zona. Per la prima volta la Provincia sta lavorando perché il centro lasci la città, anche se per allontanarsi solo di pochi chilometri.

«Per ora è ancora un ragionamento che stiamo affrontando, siamo agli abboccamenti iniziali e attendiamo una risposta da Unicredit - spiega al Trentino il presidente Ugo Rossi -. Per noi è una scelta strategica perché siamo praticamente in città, la zona è facilmente raggiungibile sia con i mezzi privati sia con quelli pubblici, lo sarà ancora di più dopo l’interramento dei binari della Trento-Malé».

Per Trento è l’occasione per decongestionare il centro e liberare nuovi spazi. «Per Lavis è una notizia eccezionale - dice il sindaco Andrea Brugnara - se andrà in porto, significherà avere ogni giorno circa 150 persone sul territorio con il loro indotto». Inoltre l’acquisto dell’edificio da parte della Provincia permetterebbe anche al Comune di utilizzarne gli spazi, almeno nel weekend: i parcheggi innanzitutto, ma anche un auditorium che finora non è mai stato utilizzato.

Il presidente Rossi è cauto: «È presto per dare dei tempi, siamo alle fasi iniziali». Ma l’intenzione basta a Lavis per generare ottimismo.

«Il paese sta cambiando il suo volto, con una prospettiva che avrà un’influenza per i prossimi trent’anni - esulta il sindaco -. Perché non c’è solo la Tsm, ci sono l’interramento della Trento-Malé, la fine dei lavori ai Ciucioi e gli interventi in zona industriale: il nostro paese è sempre più protagonista». Ne è convinto anche il vicesindaco Luca Paolazzi: «È forse la prima volta che si pensa di localizzare una funzione pubblica così importante fuori da Trento, e questo conferma la nuova centralità di Lavis nelle strategie provinciali».

Alle spalle ci sono già mesi di trattative fra Lavis, Trento e Provincia per trovare una nuova destinazione all’ex filanda. In un primo momento si era pensato di spostarvi una scuola superiore, ma ci sarebbero stati problemi dal punto di vista ingegneristico. Per la Tsm invece servono solo pochi lavori di adeguamento, dato che l’edificio è già a norma per l’antisismica.