il caso

La Faib del Trentino: «Valutiamo lo sciopero e altre azioni di protesta»

Corsi: «La decisione del governo sposta soltanto l'attenzione. Il prezzo è fatto di un 65% di tasse e un 32-33% di costi delle materie»

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TRENTO. "Stiamo valutando la possibilità dello sciopero, ma stiamo pensando anche ad altre azioni di protesta, come la discontinuità sugli impianti". Lo ha detto all'Ansa Federico Corsi, presidente della Federazione autonoma italiana benzinai (Faib) del Trentino, in merito allo sciopero dichiarato da Faib, Confesercenti Fegica e Figisc/Anisa Confcommercio per il 25 e il 26 gennaio dopo l'approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del decreto trasparenza.

"Questa decisione sposta solamente l'attenzione: nella formazione del prezzo del carburante, come diciamo sempre, c'è un 65% di tasse e un 32-33% che copre il costo delle materie. Se si parla di guerra sulla trasparenza, forse dovrebbero farla a qualcun altro, che ha maggiori quote nella gestione del prezzo, non a noi", afferma Corsi.













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