«Rischio la vita per la libertà delle donne» 

A Laikoday la leader delle Femen Inna Shevchenko. Tra gli eventi l’incontro sulla procreazione assistita

ARCO. Siamo abituati a vederla a torso nudo, con degli slogan scritti sul petto, mentre protesta per i diritti delle donne, Inna Shevchenko, leader delle Femen, che ieri pomeriggio ha preso parte alla terza edizione del Laikoday al Cantiere 26.

Un’immagine lontana, ma poi neanche troppo, da quella che il pubblico si è trovato di fronte: certo, Inna era vestita, ma, pur restando seduta composta sulla sua sedia, ha parlato di sé e dell’oppressione del corpo femminile con gli stessi toni duri, infervorati e carichi di determinazione con cui avrebbe portato avanti una protesta, lasciandosi trasportare nei suoi ideali al punto da dimenticare di passare la parola a traduttrice e mediatrice dell’incontro. Ad intervistarla in diretta Skype, infatti, Monica Lanfranco, curatrice dell’edizione italiana del libro scritto dalla Shevchenko e da Auline Hillier, “Anatomia dell’oppressione”, a breve in vendita. Un libro che, affrontando capitolo dopo capitolo una diversa parte del corpo, analizza il rapporto tra le religioni e le donne, tra tabù e diritti negati. «Ho 27 anni - ha dichiarato la leader delle Femen - e ho già rischiato la morte tre volte. Per cosa? Per non aver esitato a parlare a voce alta e per aver usato il mio corpo come strumento politico. Ma io lotto per questo: lotto perché le donne possano avere la libertà di esprimersi e di essere composte da molteplici identità, non ridotte a un’etichetta».

Ad ascoltare queste parole di Inna Shevchenko, complice anche una giornata dalle temperature quasi estive, un pubblico scarso in cui, soprattutto, sono quasi assenti i giovani. «Ma noi crediamo in questo evento e nell’importanza di affrontare certe tematiche, anche delicate - ha dichiarato Patrizia Soprano, membro del direttivo dei Laici trentini per i diritti civili, associazione organizzatrice - quindi ci sarà sicuramente un’edizione 2019».

Oltre all’incontro con la femminista, la giornata prevedeva anche le conferenze sulla cannabis terapeutica e sulla procreazione assistita, nonché un momento dedicato al ricordo di Vincenzo Bonmassar, lo spettacolo teatrale “La conquista della felicità”, la mostra “Stereotipi nei media? Parliamone” e, soprattutto, la fondazione ufficiale della Consulta trentina per la laicità nelle istituzioni. (k.d.e.)

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