Pastorin, il calcio come sentimento

Darwin Pastorin appartiene a quella razza di giornalisti che non alzano la voce. Ed appartiene a quel tipo di cronisti sportivi capaci di amare allo stesso modo i dribbling di Garrincha e i racconti di Eduardo Galeano, i gol mai scordati di Pietruzzu Anastasi e gli articoli di copertina pastorin, uno dei suoi maestri riconosciuti di scrittura. Un ricordo personale, lo si perdoni. Anni Novanta del secolo scorso, Pastorin, vicedirettore di Tuttosport, cura una rubrica dove raccoglie citazioni letterarie che hanno a che fare con il calcio. Il sottoscritto ne scova alcune in improbabili romanzi francesi e americani e le segnala, via fax, a Pastorin. Che pochi minuti dopo ringrazia, gentile. Lo stile di un uomo che non a caso indica indimenticabile e imprescindibile la lezione – di stile, prima di tutto – di Gaetano Scirea. Dopo la carta stampata Pastorin ha fatto molta televisione. Ma la scrittura rimane fuoco che non si spegne. Ora, una preziosa occasione. Chiarelettere editore manda in libreria Lettera a un giovane calciatore, 132 pagine fitte di storie, nomi, emozioni. Un messaggio d'amore per continuare ad amare il calcio, malgrado tutto, contro ogni evidenza. Al tempo del calcio marketing, assediato da procuratori, scandali, razzismo, stupida violenza, Pastorin scende in campo per una partita tutta particolare, tutta sua. Scrive al giovane calciatore: «Ti vedo a centrocampo, i capelli arruffati alla Maradona, prendi la palla e detti il passaggio, indichi al compagno quale zona coprire, contrasti con decisione un avversario pronto al contropiede. E mi chiedo: perché, durante la mia carriera, non sono mai tornato sui campi a torto chiamati minori, a raccontare di voi e dei vostri sogni?». E mette dunque in fila, con quel suo stile pacato, rispettoso, emozionato, un'elegia trascinante fatta di ricordi, campioni, miti e meteore, stelle cadute troppo in fretta e tragedie che fanno ancora sospirare, partite indimenticabili, clamorosi autogol, rigori sbagliati, sconfitte e vittorie. Consigliato. Per non dire delle liste (sentimentali) per amanti del calcio. Ad esempio cinque marcatori implacabili: Furino, Stiles, Vogts, Ferrini, Gattuso. Le liste chiudono il libro. Ne aprono mille altri.