L'egoista e l'altruista che abitano, insieme, dentro ognuno di noi

Un po’ si tende a girarsi dall’altra parte. Un po’ ci si divide: fra generosità e rigetto. Fra accoglienza e repulsione. Un po’ si pretende che sia la politica a decidere e a intervenire. Con pugno di ferro. Ma anche con guanto di velluto: perché quasi in ognuno di noi l’altruista e l’egoista si scontrano e si incontrano. Un po’ si tende a far di testa propria: nel bene, quando si pensa di aiutare in diverse forme chi ne ha bisogno; nel male, quando si tende a rifiutare ogni forma di diversità. E un po’ s’aspetta (s’auspica?)che altri decidano per noi. 
Trento e Bolzano non sono abituate a considerare ad esempio piazza Dante, piazza Santa Maria o il parco del Santa Chiara (a Trento), il parco della stazione, il parco di piazza Vittoria, via Perathoner altre vie bolzanine (non solo del centro) terre di nessuno: luoghi nei quali da una certa ora scatta una specie di coprifuoco; luoghi, ancora, che stanno a metà fra centrali dello spaccio, grandi vespasiani, campeggi per ultimi o isole senza precise regole.
Le città del volontariato e della solidarietà, la Trento e la Bolzano che ogni volta che possono fanno una colletta alimentare per sfamare chi ha bisogno di aiuto, sono le stesse che vivono con crescente disagio la presenza degli stranieri. Ne parlo in modo generico: perché tendiamo quasi tutti a considerare straniero sinonimo di delinquente. «L’impressione - come dice Marzio Barbagli, sociologo che e s’occupa del rapporto tra immigrazione e sicurezza - è che vi sia un cambiamento culturale: prima c’era autocontrollo e per moltissimi essere considerati razzisti era una grave offesa. Con il nuovo governo e soprattutto con il ministro dell’Interno in carica si assiste a un mutamento di clima, che giustifica certi atteggiamenti ostili». Siamo di fronte a un’evoluzione che ci sta modificando da dentro. Stiamo cambiando rapidamente. Spinti dai cambiamenti economici e da un’esaltazione della paura che - come dicono con disarmante chiarezza anche le ultime mappe disegnate da Ilvo Diamanti - è divenuta un tema determinante nella scelta di voto. Se una via d’uscita c’è, le istituzioni devono trovarla insieme ai cittadini. Servono dialogo, consapevolezza, tolleranza, ma anche fermezza. Diversamente, vincerà la paura: la nostra parte peggiore.