A Belluno, nel cuore della città vecchia, Daniela Zangrando ha aperto il Burel, un micromuseo di arte contemporanea fatto di sole due stanze. Un gesto testardo, nato “per rabbia”, contro lo spopolamento e la mancanza di spazi culturali. In questo episodio racconta come l’arte possa diventare un ponte tra comunità e mondo, radicata nelle montagne ma capace di guardare lontano. Un viaggio tra mostre in continua trasformazione, rondini sotto i portici e la volontà di restare, quando tutti ti dicono di andare via.
Nel cuore della conca ampezzana, tra tradizione e innovazione, nasce la storia di Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini. Un viaggio che parte dalle radici contadine di Riccardo, cresciuto tra falegnameria e alpeggi, e dall’intraprendenza di Ludovica, bolognese trapiantata tra le montagne, fino alla creazione di un luogo che fonde ospitalità e ricerca gastronomica. Dalla semplicità delle origini alla conquista della stella Michelin, il loro percorso è un esempio di dedizione, passione e rispetto per il territorio.
Denis Karbon è stata una delle più grandi interpreti italiane dello slalom gigante. Vincitrice della coppa del mondo di sci alpino nel 2008 e con diverse medaglie nel palmares ottenute ai campionati mondiali, è stata una delle protagoniste indiscusse di questo sport. Nonostante la sua carriera sia stata caratterizzata fin dall’inizio da una serie di gravi infortuni che le hanno impedito di esprimersi al meglio, è sempre riuscita a trasformare un apparente ostacolo in una opportunità per migliorare, diventando un esempio da imitare nella sua disciplina.
Ci sono eventi sportivi che segnano indelebilmente la memoria collettiva. Dalla “mano di dio” di Maradona, ai mondiali di calcio nel 1986, alle schermaglie ciclistiche tra Coppi e Bartali al Tour de France del 1949, fino alle imprese olimpiche più recenti, ogni generazione conserva nel cuore un episodio memorabile. Nello sci, senza alcun dubbio, uno di questi avvenimenti leggendari è la finale di Coppa del Mondo del 1975, gara decisa all’ultima porta tra Gustav Thöni, punta di diamante della cosiddetta “valanga azzurra” e Ingemar Stenmark, astro nascente svedese dello sci mondiale.
La prima guerra mondiale ha lasciato tracce indelebili e chiaramente ancora oggi visibili sul territorio dell’area dolomitica, come i resti delle trincee, le postazioni militari, alcune delle quali oggi ristrutturate a fini turistici, assieme a chilometri di gallerie che attraversano le montagne. Un patrimonio storico di enorme importanza, come testimoniano Franco Gaspari, guida alpina e appassionato di storia e Curti Covi, giovane storico e curatore del Bunker Museum di Dobbiaco.
Le zone di montagna sono sempre state uno degli indicatori più sensibili del cambiamento del clima e della salute del pianeta. L’aumento delle temperature e il consumo di risorse naturali sono molto più evidenti e tangibili. Sono inoltre molteplici i fattori che impattano sul paesaggio e l'economia delle comunità montane e che segneranno il destino delle prossime generazioni.
Riccardo Insam, consulente ambientale e guida escursionistica e Cesare Lasen, botanico e naturalista, ci spiegano come ascoltare i segnali che la natura ci invia e trovare soluzioni percorribili nei diversi contesti montani.
L’osservazione della natura e la fotografia naturalistica si sono recentemente imposte come valide alternative nella fruizione turistica “classica” della montagna. Si tratta inoltre di attività che, se svolte con il giusto atteggiamento e la dovuta preparazione, risultano decisamente poco “impattanti sul territorio”. Tuttavia l’avvento dei social e della conseguente diffusione di immagini online sta creando non pochi problemi alla salvaguardia ambientale di molti luoghi turistici montani. I fotografi Alessandro Gruzza e Harald Wisthaler si interrogano su quale sia il modo più “sostenibile” di praticare la fotografia di montagna.