Cervino, inaugurata la nuova Capanna Carrel a 3.830 metri
Inaugurata sulla Cresta del Leone, lungo la via normale italiana al Cervino, la nuova Capanna Carrel, realizzata a circa 50 metri più in basso rispetto alla precedente per ridurre i rischi legati alla caduta di massi
Inaugurata oggi, a 3.830 metri di quota, la nuova Capanna Carrel, lungo la Cresta del Leone, sulla via normale italiana di salita al Cervino. La struttura, destinata a diventare un importante punto di appoggio per gli alpinisti diretti alla vetta, è stata realizzata circa 50 metri più in basso rispetto al precedente rifugio, in una posizione individuata per ridurre il rischio di caduta massi, sulla base di approfondimenti geologici e geotecnici condotti anche con il supporto dell'Università di Vienna.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta direttamente in quota, mentre il progetto è stato successivamente illustrato alla Casa dello Sport di Breuil-Cervinia, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali e delle associazioni delle guide alpine. La nuova capanna si sviluppa su quattro livelli e dispone di 25 posti letto per guide e clienti, oltre a quattro posti destinati al ricovero di soccorso. Costruita prevalentemente in legno, con elementi strutturali in X-Lam, è dotata di un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo, sistemi di ventilazione, protezione contro i fulmini e apparecchiature per garantire il funzionamento della radio di soccorso. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza e alla sostenibilità della struttura, ancorata alla roccia attraverso un sistema di micropali in cemento con anima in acciaio. I lavori, iniziati nel luglio 2023, sono stati eseguiti dalle imprese Besenval Costruzioni e Chenevier, sotto il coordinamento dell'ingegnere Michel Grosjacques. La gestione della nuova Capanna Carrel sarà affidata alla Società Guide del Cervino. La riapertura della Capanna Carrel è "una sfida importante, a livello umano e strutturale, che abbiamo vinto", spiega la sindaca di Valtournenche, Elisa Cicco. Si è arrivati oggi a conclusione di un percorso iniziato nel 2017 con la candidatura al programma Interreg Italia-Svizzera, approvata nel 2020. "Dal 2023 il Cervino ci ha messo alla prova con i suoi cambiamenti naturali e abbiamo dovuto rivedere l'intero progetto. Abbiamo corso per non perdere i finanziamenti e rispettare i tempi", ha aggiunto la prima cittadina. L'assessore regionale alle politiche per la montagna, Leonardo Lotto, ha sottolineato "la perseveranza e l'ostinatezza" con cui è stato portato avanti il progetto, nonostante le difficoltà finanziarie, ingegneristiche e ambientali.
E ha ricordato il passaggio dai fondi Interreg a quelli del Fosmit, che hanno consentito di completare l'intervento. "La Capanna Carrel sarà un gioiello custodito dalle guide del Cervino, che darà lustro alla nostra regione anche in futuro", ha aggiunto Lotto. Per il presidente della Regione, Renzo Testolin, l'inaugurazione rappresenta "uno di quei momenti che entrano nella storia", segnando un passaggio di testimone con la precedente struttura, risalente alla fine degli anni Sessanta. "È un orgoglio tutto valdostano, con imprese, maestranze e professionalità che rappresentano la voglia di fare bene a casa propria", ha evidenziato Testolin, ricordando anche la complessità delle questioni amministrative e territoriali affrontate per portare a termine l'intervento. Particolarmente sentito il ricordo delle generazioni di guide alpine nell'intervento di Laurent Nicoletta, presidente della Società Guide del Cervino. Ripercorrendo la storia dei rifugi, dalla prima struttura del 1890 agli ampliamenti successivi, ha rivolto un ringraziamento alle guide che hanno preceduto quelle attuali e contribuito alla costruzione delle vecchie capanne. "Se oggi il Cervino ha una capanna - ha detto Nicoletta - è grazie ai nostri avi. Siamo fieri di essere i custodi di questa nuova struttura e ci impegniamo a gestirla nel migliore dei modi". Il presidente delle guide ha infine ricordato il valore collettivo dell'opera: "La capanna è della comunità, è di tutti gli abitanti della Valtournenche e della Valle d'Aosta. È di tutti, perché la montagna è di tutti". L'importanza di questa nuova struttura è anche testimoniata dalle parole di Tarcisio Navillod, storica guida alpina di 77 anni, che ha ricordato la sua prima volta nella Capanna Carrel, nel 1971. "Nel 1979, - ha spiegato - quando frequentavo il corso per aspiranti guide alpine, sono salito sul Cervino 23 volte in un solo anno. Il Cervino è una montagna speciale. È l'unica montagna sulla cui vetta ho visto persone piangere di gioia.
Oggi, vedendo la nuova Capanna Carrel, posso dire che è un paradiso nel paradiso. È talmente bella che c'è quasi il rischio che i clienti, una volta entrati, non vogliano più uscire per andare in vetta".