Sci

Ninna: «Questa è la vera Valanga Rosa»

Parla la grande Maria Rosa Quario: «Noi sopravvalutate, mia figlia Federica, Goggia e Bassino sono fenomenali»


di Maurizio Di Giangiacomo


Il giorno dopo la clamorosa tripletta di Federica Brignone, Sofia Goggia e Marta Bassino nel gigante delle finali di Coppa del mondo di Aspen – che, assieme alla Coppa di discesa libera conquistata da Peter Fill ed ai 43 podi complessivi, ha reso quasi trionfale la stagione degli azzurri – i paragoni con la Valanga Rosa di Maria Rosa Quario, Daniela Zini, Claudia Giordani e Paoletta Magoni si sprecano. Per una volta, non a sproposito: parola della stessa “Ninna” Quario, che ce lo ha confermato nella sua triplice veste di ex campionessa, mamma della bravissima Federica Brignone e giornalista sportiva. Insomma, se lo dice lei, dobbiamo fidarci per forza.

Maria Rosa Quario, sua figlia l’ha “battuta”: 5 vittorie in Coppa del mondo contro 4. Più gioia o più “invidia”?

Assolutamente più gioia, a me della mia carriera non frega più niente, è il passato, io vivo nel presente. Sapevo che Federica aveva i numeri per arrivarci, adesso è successo.

Quanto vale questa vittoria di Federica?

Vale molto, perché è arrivata in un momento particolare. Anzi, la tripletta rischia di togliere valore alla prestazione di Fede, che ha fatto il miglior tempo sia nella prima che nella seconda manche, con quelle condizioni di neve. Sono convinta che le darà grande convinzione, andare forte e fine stagione è importante, perché poi gli sciatori stanno sette mesi senza gareggiare.

Ha senso parlare di nuova Valanga Rosa?

La nostra Valanga Rosa fu sopravvalutata. Ci piazzammo in cinque nelle prime quindici: intendiamoci, è tanta roba, ma fu soprattutto la prima grande prova di una squadra azzurra femminile. In più, arrivavamo dopo la Valanga Azzurra, che era un po’ in calo. Poi ci furono la Compagnoni e la Kostner, ma non avevano una squadra forte come questa. La conquista della Coppa per nazioni è un risultato fenomenale, questa è sicuramente la squadra più forte, capace di fare bene in tutte le discipline, eccezion fatta forse per lo slalom, con atlete polivalenti.

Nemmeno voi metteste a segno una tripletta del genere.

Io fui seconda alle spalle di Daniela Zini in slalom a Limone Piemonte, la tripletta riuscì invece a Compagnoni, Panzanini e Kostner in Norvegia della stagione 95/96.

Al di là degli indubbi meriti delle ragazze, chi bisogna ringraziare per gli straordinari risultati di questa stagione?

Tutti, a cominciare dagli staff tecnici della Nazionale, ma il merito è anche di quelli personali delle singole atlete, nel caso di Federica di suo fratello. E anche noi genitori: le nostre ragazze fanno una bella vita, certo, ma vivono anche tanti momenti difficili. E non dimenticherei mai gli skimen, figure importanti molto spesso trascurate in momenti come questi.

Una volta di più viene da chiedersi perché questa squadra, come quella maschile, abbia fallito ai Mondiali.

Federica ha corso il gigante con la febbre, la Goggia ha sbagliato la discesa... Lo sci è uno sport pieno di variabili, forse le piste di St. Moritz non erano le più adatte ai nostri ragazzi. Non credo sia stato un problema di testa: Fill, Paris e la stessa Federica hanno dimostrato più e più volte di essere forti. Tante cose sono girate storte, tutto qui.

Lei quindi crede in questa Fisi, dal punto di vista tecnico, in vista della prossima stagione olimpica?

Sì, credo che i ragazzi abbiano potuto allenarsi nel modo migliore. Non siamo l’Austria, ma abbiamo le carte in regola per prenderci le medaglie.

Twitter: @mauridigiangiac

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