Ciclismo

Le emozioni iridate di Oss e Quinziato: «Pressione vincente»

Daniel e Manuel: «Merito della squadra affiatata ma soprattutto di Rohan Dennis e Dario Broccardo»


di Luca Franchini


Domenica la vittoria e la meritata festa. Ieri, nel day-after del successo nella cronosquadre iridata, Daniel Oss e Manuel Quinziato hanno avuto di modo di ripensare a mente fredda a quell’oro che, per il secondo anno consecutivo, è finito nella loro bacheca. E in quella della Bmc.

«C’era molta pressione, c’erano molte aspettative – spiega Oss – Favoriti in un Mondiale che la Bmc correva in casa e che arrivava al termine di un’annata trionfale nelle cronosquadre. Non posso negare che l’avvicinamento è stato pesante e impegnativo da gestire». Nonostante questo, Daniel era convinto che “sua” Bmc ce l’avrebbe fatta. «Con il senno di poi è facile dirlo, ma io non avevo dubbi sul fatto che avremmo vinto. Sulla carta eravamo la squadra da battere, poi si sa... quando monti in sella è un’altra cosa. Come si dice solitamente, tra il dire e il fare... Siamo riusciti a tirare fuori il nostro meglio, 40 minuti di gara a tutta... Tutti».

Qual è il segreto della Bmc?

«Rispetto reciproco, grandi capacità, grandi mezzi (bici, ndr) e grande staff. Per me è stata davvero un’emozione “mondiale”, più del primo iride di Ponferrada, più della vittoria nella cronosquadre al Tour de France, più di ogni cosa sia successa quest’anno. Costruire, volere e raggiungere un obiettivo come questo è stato meraviglioso».

E se le chiediamo qual è la chiave del successo?

«Sono due: la prima è Rohan Dennis, il più forte corridore in squadra, che è stato determinante per ottenere quei 12 secondi di vantaggio. La seconda è Dario Broccardo (il presidente della Federciclismo trentina e per anni tecnico della Nazionale, ndr), un uomo che ha diretto da dietro le quinte ogni scelta tattica. Al mattino, quando ci siamo scambiati le ultime parole, sapevo che avremmo vinto e sono salito in pedana sereno».

Domenica sarà al via della corsa in linea. Sensazioni?

«Ci penso da domani. Voglio prendermi una giornata per godermi questa medaglia d’oro».

Se l’è voluta prendere, meritatamente, anche Manuel Quinziato, campione del mondo bis anche lui insieme a Oss. Un successo partito da lontano, come spiega il 35enne bolzanino. «Abbiamo iniziato a pensare a questo Mondiale ancora a Ponferrada, poche ore dopo aver conquistato il primo titolo iridato – spiega Quinziato – L’anno scorso fummo una mezza sorpresa, quest'anno invece partivamo da favoriti, chiamati a fare i conti con una concorrenza ancora più agguerrita. Abbiamo lavorato tanto, con dei ritiri già nei mesi di dicembre e gennaio. Il lavoro ha pagato e, non a caso, abbiamo vinto la cronosquadre al Tour de France, al Delfinato e alla Vuelta».

Quali sono gli elementi determinanti in una prova come quella di domenica?

«Conta molto l’affiatamento della squadra, il saper limitare l’ego di ognuno e avere ancora tanta voglia di soffrire: non è mancato nulla di tutto ciò. E abbiamo vinto».

Per Quinziato il 2015 rimarrà un'annata memorabile.

«Per me è stata una stagione fantastica – conclude il bolzanino – Ho vinto nuovamente il Mondiale della cronosquadre, non prima però di aver vinto una tappa all’Eneco Tour, sul muro di Grammont, sulle strade che ho sempre amato, quelle del Belgio. Penso di aver dimostrato che, quando ho spazio, so “consegnare” come dicono gli inglesi».

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