70 chilometri di passione per campioni e “bisonti” 

La festa è iniziata ieri con Story, Stars, Mini e Young. Oggi partenze da Moena dalle 7.50, il vincitore atteso a Cavalese alle 11, ma sarà festa anche per l’ultimo 


di Maurizio Di Giangiacomo


Ieri un sabato di festa, oggi si fa sul serio. Story (con il ritorno sulla neve della Val di Fiemme del primo vincitore Ulrico Kostner), Stars (con il “vip” Ignazio Moser ad illuminare con la sua notorietà “gossippara” il nobile evento della Lilt di Trento), Mini e Young hanno aperto, come da tradizione, il programma della 45esima Marcialonga di Fiemme e Fassa, al via stamane dalla piana di Moena alle 7.50 per le donne e 10 minuti dopo per gli uomini del circuito Visma Ski Classic. I pronostici, come abbiamo già avuto modo di scrivere, non lasciano spazio a sorprese: più che probabile il “poker” dell’ex sciatore di Coppa del mondo norvegese Tord Asle Gjerdalen in campo maschile ed un duello all’ultimo respiro tra le solite Britta Johansson Norgren (Svezia) e Katerina Smutna (Repubblica Ceca) in campo femminile, con poche speranze di fare capolino nella top ten per i migliori azzurri, tra i quali i più attesi sono i trentini Mauro Brigadoi e Bruno Debertolis (Team Trentino Robinson Trainer).

E allora riflettori sul vero spettacolo della Marcialonga: le migliaia di “bisonti” che soffriranno ben più delle tre ore e spiccioli dei Gjerdalen e degli Aukland e, proprio per questo, meriterebbero la copertina. Oggi saranno in 7.500 a “lottare” sui 70 chilometri tra Moena e Cavalese, con una neve che si preannuncia lenta nel tratto ascendente fino a Canazei, più veloce in quello discendente, specie in Val di Fiemme, prima dell’immane “ultimo sforzo” costituito dalla salita della Cascata, che li condurrà al traguardo di viale Mendini. Sotto questo aspetto, la granfondo di Fiemme di Fassa è da sempre quella che dimostra la maggiore sensibilità, festeggiando l’ultimo classificato (non prima delle 18.30) almeno quanto il primo, con il presidente Angelo Corradini e la Soreghina Eleonora Dellantonio ad accoglierlo in un abbraccio forse più caloroso di quello che attorno alle 11 riserveranno ai campioni.

Anche i media – e noi ci proveremo – dovrebbero sforzarsi di dedicare un’attenzione un po’ più grande ai tanti “lenti” piuttosto che ai pochi “veloci”. Tra di loro, peraltro, ci sono peraltro almeno duemila scandinavi che – a differenza di Gjerdalen & C. – non badano troppo alle linea, riempono per quasi una settimana gli alberghi e i ristoranti della vallata e costituiscono il core business del comitato organizzatore presieduto diretto da Gloria Trettel. Stranieri attratti dall’unicità della Marcialonga, rappresentata dall’attraversamento dei paesi, dal calore della gente del posto, dall’impegno dei volontari, dall’incoraggiamento sincero rivolto a tutti i partecipanti, appunto dal primo all’ultimo, chilometro dopo chilometro.

Al traguardo di viale Mendini è attesa la dimostrazione del gruppo “Giù le mani dall’ospedale di Fiemme”, costituitosi su Facebook per la riapertura del punto nascite di Cavalese. Iniziativa nei confronti della quale tanto il comitato organizzatore quanto il consigliere provinciale dell’Upt Piero De Godenz hanno espresso tutta la loro contrarietà. In un paese libero, speriamo che tutto possa svolgersi nel migliore dei modi. Oggi si fa sul serio, ma la Marcialonga rimane una festa. E lo sia per tutti.

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@mauridigiangiac. ©RIPRODUZIONE RISERVATA









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