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Ateneo, allarme conti: «Costi dell’energia su del 35%, la Provincia adegui i fondi»

Approvato il bilancio da 291 milioni, l’Università tira la cinghia: investimenti in calo da 57 a 18 milioni, stretta sulle acquisizioni immobiliari



TRENTO. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, riunito oggi (21 dicembre) a Palazzo Sardagna, ha dato il via libera a un bilancio di previsione 2023 da 291 milioni. Lo sforzo di contenimento dei costi permette di affrontare le criticità contingenti legate all’aumento dei costi di struttura. Lanciato però un segnale sul 2024: è necessario un adeguamento delle risorse, finora invariate, per garantire la continuità nello sviluppo dell’Ateneo nel territorio
Il Consiglio di amministrazione ha confermato lo stato di buona salute dei conti dell’Università di Trento, frutto anche di una gestione oculata delle risorse. Tuttavia, nella discussione in chiusura di seduta, è stata espressa forte preoccupazione per la situazione che potrebbe configurarsi nel prossimo futuro. L’evoluzione dei costi di struttura necessari al buon andamento dell’Ateneo mostra una costante crescita, già molto evidente lo scorso anno, che è ulteriormente destinata a consolidarsi. Una situazione che desta preoccupazione se letta alla luce di un quadro sostanzialmente invariato dei contributi provinciali al funzionamento.

«Lo squilibrio, se confermato e non compensato da prossimi adeguamenti finanziari, potrebbe portare in futuro a condizionare in maniera più forte le scelte strategiche di Ateneo», si legge nella nota.

Conto economico. Dal conto economico previsionale per il 2023, più ricavi e più costi rispetto allo scorso anno. Se nel 2022 il bilancio si attestava sui 265 milioni, ora per il 2023 la cifra prevista è di 291 milioni di euro. Continua ad essere significativo l’utilizzo di riserve di patrimonio netto. Ad affiancare le azioni di contenimento della spesa che hanno riguardato in particolare il contenimento delle strutture di servizio (riduzione di 6 milioni, pari all’11%), sia sui dipartimenti e i centri (riduzione di 1,5 milioni, pari al 13,4%), si è infatti deciso il ricorso al patrimonio netto non vincolato (21 milioni) per far fronte al forte aumento dei costi energetici rispetto allo scorso anno (+35% circa) e in modo da garantire la continuazione di attività già previste e il funzionamento ottimale delle strutture accademiche.
Per quanto riguarda il piano degli investimenti, per il 2023 sono stati stanziati 18 milioni complessivi (contro i 57 dello scorso anno). Alla luce della situazione contingente e in attesa della definizione del nuovo Programma di edilizia universitaria previsto in accordo con la Provincia autonoma di Trento, l’Ateneo ha attuato un ripensamento generale sulle future acquisizioni immobiliari.


Edilizia universitaria. Per il 2023 si è tenuto conto delle sole iniziative già approvate, prevedendo per il prossimo esercizio uno stanziamento da 7 milioni. In particolare, la parte più consistente riguarda il proseguimento dei lavori per il compendio Manifattura Tabacchi a Rovereto. Prevista inoltre la realizzazione di interventi di adeguamento nei compendi immobiliari di Povo zero e di Ingegneria a Mesiano. Saranno infine conclusi i lavori per la realizzazione di nuove aule all’ex CTE e per la riqualificazione e ristrutturazione di Palazzo Sardagna. Solo parte di questi interventi (4 milioni) sarà realizzata con contributi in conto capitale da parte della Provincia. La restante parte sarà coperta con risorse provenienti dal patrimonio netto di Ateneo.
Sempre per la voce investimenti, una volta acquisita la definitiva approvazione del progetto esecutivo presentato questa estate, è previsto l’acquisto dell’ area “ex Italcementi” a Piedicastello e la realizzazione dei primi lavori (4,5 milioni), che, grazie anche al cofinanziamento già stanziato dal Ministero dell’Università, verrà destinato anch’esso a residenze studentesche.
Un investimento complessivo di 10,8 milioni è previsto anche per attrezzature scientifiche, impianti e immobilizzazioni materiali, finanziati principalmente da risorse UniTrento, ma anche dalla Provincia autonoma di Trento (2,8 milioni) e da Fondazione Caritro (600 mila euro). Questi investimenti serviranno al potenziamento delle dotazioni infrastrutturali a sostegno delle varie attività di ricerca e di didattica condotte dai dipartimenti dell’Ateneo.


Ricavi. In coerenza con quanto previsto dal precedente Atto di indirizzo 2020-2022, i trasferimenti da parte della Provincia autonoma di Trento sono stimati in 120 milioni complessivi e sono esposti tra i contributi in conto esercizio. Questo, in attesa della stesura del nuovo Atto di indirizzo 2023-2025 che regolerà le varie assegnazioni per il prossimo triennio, sulla base dell’impegno assunto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. In particolare, i trasferimenti sono ripartiti fra una quota base (111 milioni) destinata a dare continuità alle attività già in essere e una quota programmatica (6,5 milioni) assegnata per il finanziamento di specifici programmi di sviluppo definiti in precedenza. Fanno parte di questa voce che i residui di anni precedenti (3,2 milioni) riferiti ad iniziative progettuali di interesse comune non ancora ultimate. Viene esposta inoltre una quota premiale da destinare alle azioni di sviluppo strategico di Ateneo (2,3 milioni).
Per quanto attiene i ricavi propri, anche quest’anno si conferma la capacità dell’Ateneo trentino di attrarre  finanziamenti per la ricerca da bandi competitivi (62,3 milioni). Le voci più consistenti riguardano i finanziamenti da parte dell’Unione Europea, in particolare con i progetti Horizon 2020, EIT e Erasmus (28,8 milioni) e dal Ministero dell’Università e della Ricerca (17,8 milioni), soprattutto per le iniziative legate al Bando “Dipartimenti di Eccellenza” e ai Progetti di rilevante interesse nazionale (Prin 2017). Rientrano in questa voce anche i primi finanziamenti ottenuti grazie alle proposte progettuali presentate e finanziate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR (10,5 milioni). Significativi infine i proventi derivanti da ricerche commissionate e da trasferimento tecnologico per 5,2 milioni e la contribuzione studentesca per 19,9 milioni.


Costi. Per quanto attiene ai costi, le spese per il personale strutturato di Ateneo, al netto dell’Irap, sono di 73,5 milioni per il personale docente, di 1,9 milioni per il personale esperto linguistico e di 33,9 milioni per quello tecnico amministrativo. Gli stessi sono stimati nel rispetto dei vincoli stabiliti dal patto di stabilità e dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda le altre voci a bilancio, le spese per interventi a favore di studenti e studentesse, al netto dell’Irap, ammontano a 25 milioni, di cui 16,8 milioni a favore dei dottorati di ricerca e 8,2 milioni a favore della comunità studentesca per il finanziamento di borse di studio volte, principalmente, a promuovere e valorizzare la mobilità internazionale e di altri servizi.
Tra le risorse previste a budget per il 2023, 2,4 milioni sono stanziati a supporto delle prime azioni avviate nell’ambito del Piano Strategico di Ateneo per il quinquennio 2022-2027, approvato nella primavera 2022. Il Piano rappresenta il quadro di riferimento per orientare le azioni che ciascuna struttura accademica e gestionale sarà chiamata a sviluppare e articolare secondo le diverse missioni e sensibilità disciplinari, le proprie criticità e la propria strategia di sviluppo. Ulteriori 2,6 milioni sono destinati alla conclusione di alcune iniziative per il supporto alla ricerca scientifica e all’inserimento di giovani ricercatori e ricercatrici, avviate a valere sul Piano Strategico di Ateneo per il quinquennio 2017-2021.


PNRR. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, integrato con i fondi REACT-EU, sono stati stanziati investimenti per università, istituzioni AFAM, ricerca fondamentale e applicata, per i processi di innovazione e trasferimento tecnologico previsti nella Missione 4 “Istruzione e ricerca”. L’Ateneo ha partecipato con diverse proposte progettuali su tutte e cinque le linee di finanziamento PNRR della missione 4 “Istruzione e ricerca” e si è posizionato al quarto posto per punteggio nella graduatoria delle università e degli istituti di ricerca italiani, per le proposte progettuali ammesse a finanziamento relative a infrastrutture tecnologiche di innovazione. La previsione 2023 include solo parte delle assegnazioni già approvate (10,5 milioni su complessivi 37,8) in quanto lo stanziamento a budget avviene in funzione dell’avanzamento delle procedure di assegnazione.













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