Il caso

Nazionale cantanti, che pasticcio: è bufera sessista sulla Partita del cuore

La denuncia della comica Aurora Leone: «Convocata per la partita ma poi invitata ad andarmene perché donna». Tantissimi i messaggi di solidarietà



TORINO. E' bufera social sul caso Aurora Leone dei The Jackal che ha denunciato di essere stata esclusa «in quanto donna» dal tavolo della cena della Nazionale Cantanti alla vigilia della Partita del cuore, in campo stasera, martedì 25 maggio, a Torino e per la prima volta in onda su Canale 5.

Dopo il diluvio di polemiche si è dimesso, Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Cantanti che si è assunto piena responsabilità dell'accaduto, sottolineando che gli artisti presenti non si erano affatto accorti di nulla.

Un segno di apertura arriva con Il calcio d'inizio della 30esima edizione della Partita del Cuore affidato alle Juventus Women. Il match per raccogliere fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul cancro onlus è tra la Nazionale Cantanti e i Campioni per la Ricerca.

Il dg ha lasciato l'incarico «in attesa di parlare personalmente con Leone». Dimissioni che, almeno nelle intenzioni dello staff della Nazionale Cantanti, dovrebbero mettere la parola fine alla polemica che ha tenuto banco per ore e che non si è placata nè con le scuse formali del capitano Enrico Ruggeri né con il più forte e chiaro j'accuse di Eros Ramazzotti che annunciava di non voler giocare la partita con «questa dirigenza».

Allontanata dalla “Partita del Cuore” perché donna: Aurora Leone denuncia su Instagram

La comica, convocata come giocatrice per la “Partita del Cuore” tra Nazionale Cantanti e la squadra dei Campioni per la Ricerca, durante la cena della vigilia invitata ad andarsene «al tavolo delle donne», perché «le regole sono così».

Parole come macigni quelle del portiere Gigi Buffon: «Una raccolta di beneficenza, inclusiva per definizione, non può trasformarsi nel teatro di assurde discriminazioni sessiste. Sono senza parole di fronte a tanta idiozia. Stasera in ogni caso sarò in campo per contribuire alla ricerca contro i tumori, al fianco di altre colleghe e colleghi, artiste ed artisti, felice di essere utile alla causa».

Solidarietà anche da Gianmarco Mazzi che all'Ansa dice: «Essendo uno dei fondatori della Nazionale Cantanti e ideatore della Partita del Cuore, nata in Rai nel 1992 grazie a Gianni Morandi, Mogol e Fabrizio Frizzi, esprimo la mia solidarietà ad Aurora Leone e mi associo alla decisione di Eros Ramazzotti presa a tutela dei 40 anni di storia del progetto». Mazzi, ad della società Arena di Verona S.r.l. e tra i fondatori della Partita del Cuore.

«Io e Ciro ci siamo seduti al tavolo con la Nazionale Cantanti — ha raccontato sui social l'attrice comica affiancata dal collega Ciro Priello (il vincitore di Lol) — ma il direttore generale ha detto non potevamo stare seduti lì». «O meglio, che Aurora non poteva», ha specificato Priello. E ancora: «Ce lo sta dicendo perché siamo della squadra avversaria? Facciamo per alzarci ma ci sentiamo dire che Ciro poteva stare e io no perché sono una donna».

Sempre Pecchini, alla spiegazione di Aurora che lei era una delle giocatrici invitate in campo, e non un'accompagnatrice di Ciro, ha risposto: «Da quando in qua le donne giocano?».

Dopo il video di Aurora e Ciro la prima reazione della Nazionale Cantanti è stata una nota (poi cancellata da tutti i social ma restano gli screenshot che continuano ad essere ripostati) in cui si respingeva con forza l'accusa di sessismo: «Non accettiamo arroganza, minacce e violenza verbale».

Poi una lista di donne note che, dal 1985 hanno partecipato e sostenuto i progetti della Nazionale. Ruggeri, come presidente e capitano della Nic, già stamattina in una diretta Instagram aveva detto: «Ti aspettiamo Aurora per giocare insieme» e annunciato provvedimenti contro due volontari responsabili del diniego.

Ma l'affondo e la presa di posizione arriva da Eros Ramazzotti su Instagram: «Sono venuto a Torino per sostenere la Ricerca e supportare le persone fragili e mi trovo coinvolto in una situazione estremamente sgradevole. Sono da sempre contro ad ogni forma di violenza e mi dissocio completamente da ogni atteggiamento discriminatorio». E poi la presa di distanza e la scelta di non giocare.

Anche la figlia del cantante Aurora Ramazzotti sul suo profilo Instagram ha espresso sdegno per l'episodio: «La strada da fare è lunga. Il maschilismo esiste».

In molti sui social hanno manifestato il proprio sostegno ad Aurora. Come Fedez, che su Instagram ha scritto: «Sconcertante che un evento benefico si trasformi nella saga del machismo». Il commento della sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali sulla vicenda: «Quanto denunciato è l'ennesima triste attestazione di quanta strada ci sia ancora da fare. Da quando in qua le donne giocano a calcio evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello».

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha parlato di «episodio fuori dalla storia». Tanti i commenti da parte del mondo della politica e del mondo istituzionale. "Quello che è successo ad @auroraleone dei @_the_jackal alla vigilia della Partita del Cuore, è davvero inaccettabile!": così sui suoi profili social Carolina Morace, attuale tecnico della Lazio Women ed icona del calcio femminile. "Le donne non possono giocare a calcio? Chiedetelo alle mie ragazze che per raggiungere i loro sogni ogni giorno si sono presentate al campo di allenamento dopo 8 ore di lavoro - scrive la Morace - Ditelo alle bambine di 6 anni che per la prima volta indossano le loro scarpette per calciare un pallone".













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