Incidenti

Morti sul lavoro: in Italia da inizio 2023 sono 761 le vittime, il Trentino è in zona arancione

Le incidenze di mortalità e i numeri restano drammatici, nella nostra regione sono stati 13 fra morti e infortunati in maniera grave sul luogo di lavoro



TRENTO. Sono ancora in crescita, anche se minima, gli infortuni mortali registrati sul lavoro (+3,3% rispetto allo stesso periodo del 2022) passati da 574 a 593. Diminuiscono invece gli infortuni mortali in itinere: sono 168 nel 2023 contro i 216 del 2022. È sempre l’attività manifatturiera il settore più colpito dagli infortuni (54.444). Questi sono solo alcuni dati riferiti all’ultima indagine realizzata dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre,

Sul podio dell’insicurezza in zona rossa, con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 25,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) secondo la mappatura dell’osservatorio, ci sono: Molise, Umbria, Abruzzo, Puglia e Campania. Questa è la prima istantanea della mappatura dell’emergenza dell’osservatorio Vega Engineering che aiuta a capire dove i lavoratori hanno rischiato maggiormente la propria vita da gennaio a settembre 2023.

In zona arancione: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige (in cui vi sono stati 13 fra morti e infortuni sul lavoro). In zona gialla: Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Lazio. In zona bianca: Valle D’Aosta e Toscana.

E lo studio dei dati da parte dell’Osservatorio mestrino fa emergere le maggiori fragilità della sicurezza nel Paese attraverso le incidenze di mortalità: giovanissimi, anziani e stranieri.

Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (21,8 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 13,7).

Un dato, quest’ultimo che risulta essere ancor più preoccupante tra i lavoratori più anziani; e infatti l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (97,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (44,1).

Intanto anche gli stranieri deceduti in occasione di lavoro da gennaio a settembre, sono 113 su 593 (1 su 5). Con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere praticamente doppio rispetto agli italiani: gli stranieri, infatti, registrano 47,6 morti ogni milione di occupati, contro i 23,2 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

Nei primi nove mesi del 2023 è sempre il settore delle Costruzioni a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 92. Ed è seguito dal settore dei Trasporti e Magazzinaggio (79), dalle Attività Manifatturiere (64) e dal Commercio (46).

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a settembre 2023 sono 34, mentre 20 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.













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