Luca e la sfida del lavoro sempre in bilico nei campi 

L’azienda agricola Salazer di Revò è divisa in tanti appezzamenti, molti dei quali su pendii molto scoscesi: «Lavorare così è più difficile, ma che soddisfazione»

di Carlo Bridi

REVÒ. Nel regno della mela, e di quella Golden per eccellenza, sulla zona della Terza sponda, troviamo un giovane imprenditore agricolo con le idee molto chiare sul proprio futuro e su quello della sua valle.

Parliamo di Luca Salazer, un cognome che richiama la Spagna, che non ha mai avuti dubbi sul fatto che una volta finita la parte formativa all’Istituto Agrario avrebbe preso in mano l’azienda di famiglia e così è stato. Nel 2012 completato il ciclo di studi, si è subito insediato come titolare d’azienda prendendo in affitto l’azienda di famiglia. “Molte cose le gestisco io direttamente, per altre conto sull’esperienza di mio padre, frutticoltore da sempre” - afferma Luca.

Si tratta di una bella azienda frutticola che ha un solo difetto, quello che peraltro è molto tipico delle valli alpine cioè di essere divisa in tanti appezzamenti. Questo, precisa subito Luca è un problema perché con un’azienda cosi frammentata è semplicemente impossibile pensare alla trasformazione in azienda biologica. “L’unica possibilità può venire per qualche appezzamento qualora molti altri imprenditori sulla spinta di Melinda decidano la trasformazione creando così un distretto biologico dove si vada a superare il problema della deriva che in un’azienda con tanti piccoli appezzamenti esiste”.

Ma quando chiediamo del perché la scelta di fare il frutticoltore, Salazer non ha dubbi: “È dovuta un po’ alla tradizione di famiglia, visto che siamo in un contesto agricolo per eccellenza, ma anche per passione”.

La sua spiccata sensibilità per l’ambiente lo ha portato - una volta ricevuto il premio d’insediamento - ad usarlo per l’acquisto di un atomizzatore dotato di ugelli anti deriva dell’ultima generazione che permette un forte abbattimento della deriva. Ma ha acquistato anche una pedana multi uso, “un mezzo - afferma Luca - che uso dal momento della potatura, fino al raccolto in quanto riduce di molto i tempi di lavoro e la fatica”. Cosa questa non di poco conto perché parte dell’azienda si trova sulle sponde del lago di Santa Giustina con forti acclività. “In diversi appezzamenti non si riesce nemmeno a fare i trattamenti con l’atomizzatore, mi tocca farli a mano con notevole dispendio di tempo e fatica”.

Ma Luca non intende fermarsi, i progetti futuri sono molti, e punta al costante rinnovo varietale dei frutteti, ma anche alla diversificazione aziendale. Visto i positivi risultati di chi ha già fatto questa scelta punta trasformare parte dei meleti in ciliegeti. Quando chiediamo se ha dei sogni nel cassetto, c’è un attimo di riflessione e poi risponde: “Sul piano professionale vedo solo il consolidamento della mia azienda su quello sentimentale proseguire con la mia fidanzata”. E il matrimonio? “Per ora non è nei progetti”.

Forte l’impegno nel sociale sia a livello locale che provinciale a livello di paese, Luca è revisore dei conti del Consorzio irriguo, ed è impegnato nella Pro Loco, “un organismo - precisa - che è il motore di molte attività del paese”. Ma l’impegno di Luica si estende anche a progetti di solidarietà: a livello provinciale è entrato in consiglio di Giovani impresa di Coldiretti, un’opportunità di crescita sia professionale che sociale precisa.

Salazer vive con molta attenzione le problematiche dell’impatto sull’ambiente di una frutticoltura intensiva come quella locale, ed è fortemente impegnato trattando con sensibilità e grande attenzione agli orari ma anche facendo i trattamenti a lancia nelle zone più sensibili. Per questo non ha mai avuto problemi con i compaesani. Ottima anche la collaborazione con gli altri 7-8 giovani impegnati come lui in agricoltura questo gruppo favorisce un ricambio generazionale fatto da persone ben preparate.

In conclusione Luca spiega: “Punto sempre a ritagliarmi degli spazi per lo scii alpinismo e la corsa in montagna, le mie grandi passioni che mi permettono di rafforzare un rapporto di amicizia con i compagni di avventura”.

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