Audette Sordo, i ricordi dell’ultima “pertegante” 

Castello Tesino, in maggio compirà 90 anni e quando ne aveva 14 iniziò il lavoro che segna la storia della Conca: oltre 40 anni di vendite porta a porta in val di Non


di Fabio Franceschini


CASTELLO TESINO. I tempi ormai sono cambiati e con essi usanze e modi di vivere, ma la storia del Tesino è anche quella dei suoi venditori ambulanti, “perteganti” in dialetto. Uomini e donne che con grande spirito imprenditoriale esercitarono per secoli il commercio girovago esportando il nome del Tesino ben oltre i confini della Conca.

Tra i pochi che ancora oggi hanno memoria di uno stile di vita d’altri tempi c’è Audette Sordo, 90 anni il prossimo 14 maggio. Arzilla e dolce signora di Castello che con infinita nostalgia ricorda gli anni in cui, con il suo fagotto in spalla, percorreva la Val di Non e quella di Sole vendendo porta a porta stoffe e vestiti.

«Ero poco più di una bambina quando andai per la prima volta a pertegare, – racconta la donna – avevo 14 anni ed ero appena stata esclusa dall’Azione Cattolica per aver, di fronte a tutti, ballato con mio papà la notte di capodanno. A ripensarci oggi mi vien da sorridere, ma, al tempo, a noi ragazze della Gioventù cattolica non era concesso di danzare in pubblico ed è così che la primavera seguente, un po’ per allontanarmi dalle malelingue di paese, un po’ per insegnarmi quello che era il mestiere di famiglia, mia madre decise di mandarmi a girovagare per la Carnia in compagnia di mio fratello maggiore Alfredo».

Un’esperienza che colpì profondamente l’allora giovanissima Audette, ragazza innamorata della vita e felice di guadagnarsi la giornata alla stregua di una commerciante consumata.

«Fu così che l’autunno successivo mio padre acconsentì nel portarmi con sé in Val di Non, – spiega la donna – luogo che ancora oggi occupa un posto speciale nel mio cuore. Ricordo che per aumentare le nostre possibilità di vendita viaggiavamo sempre separati, lui in un paese ed io in un altro, salvo poi ricongiungerci solo a fine giornata. Ero brava in quel che facevo e anche il mio papà se ne accorse subito. Quell’anno, il primo degli oltre 40 che trascorsi a “pertegare”, la mia prima tappa fu Caltron, piccolo paesino nei pressi di Cles, dove sola soletta riuscii a vendere ad una donna del posto biancheria intima e 10 metri di stoffa da asciugamani per un totale di 7 mila lire». Davvero niente male per una ragazzina di 14 anni questo è certo. «Tuttavia – aggiunge l’anziana signora – devo ammettere che, almeno inizialmente, era soprattutto la mia giovane età a favorirmi nelle trattative. Molti, infatti, si intenerivano nel vedere una ragazzina armata di fagotto sulla porta di casa ed è così che i più generosi mi invitavano alla loro tavola concedendomi una fetta di polenta o un piatto di minestra».

«Tra gli episodi più curiosi – conclude la donna – ricordo di un giorno in cui una coppia di benestanti e attempate sorelle di Tuenno, evidentemente impietosite dal mio girovagare, si offrì addirittura di adottarmi. Quello che però non avevano capito è che io non ero affatto in cerca di carità, ma al contrario adoravo profondamente il mio pertegare!».

Una passione smisurata che ha permesso alla dolce Audette di crescere 3 figli trascorrendo ben 4 decadi della propria vita tra la Val di Non e quella di Sole. «Un amore vero», racconta, che oggi le consente di essere annoverata tra gli ultimi rappresentanti di quella secolare stirpe di avventurieri del commercio che sono stati i perteganti del Tesino.

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