Atlas Tyrolensis, tesoro fatto riscoprire dal Covid 

Primiero. Le norme post pandemia hanno obbligato la biblioteca a creare un’uscita che si trova proprio accanto al prezioso pannello che riporta la prima cartografia del territorio risalente al 1774


Raffaele Bonaccorso


Primiero. L'Atlas Tyrolensis, la prima carta geografica del Tirolo esposta nella biblioteca intercomunale di Fiera di Primiero sta godendo di una ulteriore valorizzazione in quanto, posta nella grande parete verso l’uscita di emergenza, con le normative riguardanti la pandemia Covid-19 che impongono una via di uscita diversa dall’entrata, ogni visitatore della biblioteca deve passare proprio davanti il grande quadro di unione delle tavole cartacee che raffigurano l’antico territorio di Primiero.

Bisogna sapere che l'Atlas Tyrolensis, edito a Vienna nel 1774, raffigura, in scala 1/104.000, il territorio di quello che oggi è definito il Tirolo storico ed è considerata “la prima carta topografica unitariamente concepita di territorio europeo”. Il merito del fatto che la biblioteca di Primiero possa esporre questa esclusiva e preziosa carta geografica – si tratta di una copia ad alta definizione della carta originale conservata nell’archivio della biblioteca, poiché l’esposizione permanete dell’originale potrebbe comprometterne l’integrità nel tempo – è del dottore Dario Demarco di San Martino di Castrozza che l’ha voluta donare alla biblioteca e quindi al “suo Primiero”. La donazione è in ricordo dei propri genitori, Mario Demarco di Transacqua e Caterina Cemin (Tinòta dei Schèi) di San Martino. Demarco, primario di oculistica all’Ospedale di Belluno fino al suo pensionamento, è un appassionato di storia e collezionista di antiche carte geografiche.

L’Atlas Tyrolensis è una grande carta ottenuta da incisione su rame, in 20 fogli (Totale cm. 229x224, quasi 5 metri quadrati) più il quadro d’unione, divisa in due parti Tyrol gegen Norden e Tyrol gegen Suden (che comprende il Trentino e il nostro Primiero) e, come dice la dedica, raffigura la Contea del Tirolo “sotto il felice regime di Maria Teresa Romana Imperatrice Augusta”. L'Atlas Tyrolensis è la prima carta geografica del Tirolo realizzata su una “misurazione geodetica”. L’atlante fu realizzato su iniziativa del padre gesuita Ignaz Weinhart negli anni 1760-1770. «Gli autori furono Peter Anich da Oberperfuss e il suo studente Blasius Hueber. Johann Ernst Mansfeld pubblicò il lavoro nel 1774 in forma di incisione in rame decorata. A causa della grande scala adottata (1:104.000), della sua precisione e della dimensione dell'area visualizzata, questa carta risulta essere uno dei più importanti risultati cartografici internazionali del XVIII secolo ed era nota all'epoca come la carta austriaca più significativa e più conosciuta a livello internazionale. A tutt'oggi, essa rappresenta una fonte importante per la geografia storica, la glaciologia e la toponomastica del Tirolo».

Come ha spiegato lo stesso Dario Demarco la Carta ebbe subito successo e diffusione poiché «rappresentava un grande salto di qualità rispetto alle carte precedenti, spesso ripetitive e riferite ad un medesimo modello, talora con imperfezioni ed errori ripetuti passivamente. La vastità del territorio considerato, la meticolosità dell’uso dei sistemi di rilevamento adottati e la fedeltà geografica fino ad allora mai vista, soprattutto se comparata con i prodotti precedenti - dice Demarco - ha avuto grande importanza per lo sviluppo della cartografia moderna. Basti pensare che bisognerà attendere un quarto di secolo per avere una rappresentazione altrettanto valida dei territori ivi compresi. L’area del Tirolo era stata mappata in maniera più o meno lacunosa prima che fosse disponibile questo Atlas Tyrolensis, la cui precisione dei dettagli nella esplorazione del territorio - spiega ancora Demarco - e la impegnata rappresentazione di fiumi e laghi, dei ghiacciai, finanche degli alpeggi e di valli remote, delle strade e degli abitati, delle fortificazioni militari (cosa abbastanza insolita), delle chiese, delle miniere, fecero sì che, quando si volle misurare le terre ereditarie degli Asburgo, il Tirolo ne rimase escluso dando per scontata la validità dell’Atlas Tirolensis».













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