Mori conferma l’addetto stampa 

Respinte le richieste di revisione del secondo qualificato: il suo corso post laurea non era universitario



MORI. Sulla questione della selezione dell’addetto stampa comunale – che ha visto prima un vincitore e poi, cassata la graduatoria originale, un altro – la Giunta di Mori risponde indirettamente al Movimento 5 Stelle (che aveva fatto notare l’errore nel numero della delibera cancellata) e direttamente a colui che aveva presentato ricorso dopo che il suo punteggio era stato abbassato facendolo passare dal primo al secondo posto. L’amministrazione comunale ha corretto l’errore materiale del precedente atto (era stato indicato il numero 137 anziché il 132) e ha respinto le richieste di revisione presentate dal giornalista Stefano Elena, che dopo approfondimenti sui suoi titoli di studio (approfondimenti che gli erano costati quattro punti) si era visto sopravanzare in graduatoria dall’addetto stampa uscente, Luca Nave. Il motivo del contendere – in una selezione per soli titoli – era la natura del corso post-laurea frequentato da Elena: l’attestato di “esperto in comunicazione pubblica” doveva rientrare o meno negli “altri titoli universitari (master, specializzazione, dottorati attinenti alla professione)” che il bando valutava meritevoli di quattro punti? Per il Comune prima sì, poi no. Per il giornalista invece sì e basta, tant’è che aveva richiesto un approfondimento tramite il difensore civico e aveva girato il materiale in municipio. Secondo l’amministrazione, però, la mossa è stata quasi un boomerang: «La documentazione addotta dal ricorrente – argomentano infatti dalla giunta – non apporta alcun elemento significativo per qualificare la formazione come “accademica”, ma conferma semmai le conclusioni della commissione che aveva da ultimo dovuto escludere la valenza di “titolo universitario”». Entrando nel merito, «benché da tale documentazione risulti confermata la natura specialistica post lauream di secondo livello, emerge altrettanto chiaramente come la stessa non possa considerarsi “universitaria”. Nella corrispondenza viene infatti evidenziato che l’iniziativa formativa è stata promossa dalla Provincia “senza il coinvolgimento dell’Università”. L’assegnazione della gestione all’Università di Trento, quale soggetto che aveva proposto la progettazione esecutiva più aderente all’obiettivo e migliore qualitativamente, è avvenuta senza tenere “in alcun conto di eventuali vincoli o prescrizioni imposte dall’ordinamento universitario”». A questo punto, se non si rassegnerà, Elena potrà opporsi anche a questa delibera, oppure rivolgersi al Tar o al presidente della Repubblica. (m.cass.)













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