Lupo ucciso a fucilate nella Lessinia veronese
È stato trovato ieri mattina da un agricoltore nei campi, vicino a Roverè Inequivocabili anche a colpo d’occhio i segni dei pallettoni. Indagano i carabinieri
MONTI LESSINI. La Lav di Verona ha diffuso ieri l’immagine di un un lupo rinvenuto morto nei pressi di Roveré Veronese, nella Lessinia veneta. L’animale, adulto e almeno in apparenza in buone condizioni di salute, portava evidenti i segni delle fucilate a pallettoni con le quali è stato abbattuto. Lo ha trovato in mattinata un agricoltore, nei campi poco lontani dal centro abitato di Roveré. Il responsabile della Lav Animali Selvatici denunciando il gravissimo episodio di bracconaggio punta l’attenzione anche sull’arma usata: a quanto pare un comune fucile da caccia a canna liscia, compatibile con l’utilizzo di munizioni spezzate di grosso calibro, non a caso note volgarmente come “lupara”. Se la carabina rende possibile una analisi del proiettile in grado di orientare le indiagini e, almeno potenzialmente, rendere individuabile l’arma e quindi chi ha sparato, con i pallettoni è del tutto impossibile.
I Carabinieri sono intervenuti sul luogo per i primi accertamenti e la carcassa dell’animale è stata trasportata all'Istituto Zooprofilattico di Verona per i rilievi necroscopici.
«Quello di oggi - aggiunge Vitturi - è l'ultimo di una lunga serie di atti di bracconaggio, certamente un gesto individuale ignobile ma anche il prodotto di comportamenti politici errati, come i vari tentativi di derogare al divieto assoluto di uccisione, uno tra tutti il progetto di Legge depositato presso la stessa Regione Veneto dalle forze di maggioranza, o come il lungo iter di approvazione, non ancora concluso, di un Piano lupi che potrebbe reintrodurre la possibilità di uccidere questi animali mettendo a rischio doppiamente questa specie, sia sul piano pratico che a livello di comunicazione, veicolando il messaggio, fortemente sbagliato, che possano esistere uccisioni giustificabili».
Sull’accaduto in Veneto si è già scatenata una polemica anche politica. Tra chi lo spiega con la tensione, se non paura, che ormai si è scatenata in montagna per la difficile convivenza con il lupo e chi, al contrario, ritiene che comportamenti simili siano figli proprio delle campagne contro i grandi predatori portate avanti strumentalmente da alcune forze politiche. Quello che pare certo è che questo animale faceva parte del nucleo originato da Slavc e Giulietta che proprio partendo dai Lessini ha ricolonizzato negli ultimi anni l’intero Trentino.