NATURA

A Cei troppi rospi vengono uccisi dalle auto 

Il naturalista Andrea Frapporti chiede barriere e passaggi in sicurezza come già realizzati a Loppio



VILLA LAGARINA. È un fenomeno che dura poche settimane, ma che ha proporzioni imponenti. Con i primi segni della primavera, dalle montagne e dai boschi che circondano il lago di Cei si mette in moto una vera e propria migrazione di rospi (bufo bufo) che raggiunto il lago, si accoppiano lì. La femmina depone poi le uova in lunghi nastri gelatinosi.

Finita la fase di accoppiamento e deposizione, i rospi spariscono tornando ai boschi e ai campi da dove erano arrivati. Le uova si schiudono rapidamente e ne nascono miriadi di girini, che una volta completato il loro ciclo di metamorfosi (con la prima fase di vita acquatica e respirazione branchiale propria di tutti gli anfibi) lasceranno definitivamente il lago per avviarsi alla loro vita di rospo nelle stesse zone di provenienza dei loro genitori.

La “stagione dei rospi” è tutto sommato breve, ma assolutamente interessante e di proporzioni tali da permettere anche al più distratto dei visitatori di improvvisarsi naturalista, seguendone dalle rive del lago le fasi.

In tutto questo, segnala Andrea Frapporti, c’è però un problema serio che ogni anno si manifesta in tutta la sua gravità: il lago è affiancato per la parte est dalla strada e circondato poi per gran parte della sua grandezza da una stradina in cemento, purtroppo molto frequentata anche da veicoli. Su quelle strade le carcasse di rospi morti investiti si contano a decine ogni giorno; centinaia ad ogni stagione.

Secondo Frapporti al problema si potrebbe ovviare in modo definitivo creando dei passaggi in sicurezza per i rospi, come fatto a Loppio per esempio. Non ne servirebbero nemmeno molti viste le dimensioni del lago. Una barriera in tela che convoglia i rospi in arrivo o in ripartenza dal lago verso i passaggi e si eviterebbe questa strage annuale, peraltro di animali in grande sofferenza come specie.

Già i soli teli, con punti di raccolta da dove spostare i rospi sull’altro lato della strada ad opera di volontari o forestali, già potrebbero bastare. Non bastano i cartelli, che avvisano del passaggio, perché specie di notte o con la pioggia vedere il rospo sulla strada in tempo può non essere semplice.













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