bondone

Viote, il rifugio a rischio cambio gestione

Alessandra e Miroslav Bogunovic hanno dato la disdetta al Muse: «Troppi 26 mila euro d’affitto. Chiesta una riduzione, ma hanno risposto no»


di Paolo Piffer


TRENTO. Più di 26mila euro d’affitto all’anno, oltre 2100 al mese. Troppi per Alessandra Marrone e Miroslav Bogunovic che dal luglio del 2012 gestiscono il rifugio Viote sul Bondone, di fronte al Giardino botanico. Hanno chiesto al Muse (che si occupa degli aspetti amministrativi legati alla struttura che è di proprietà della Provincia) di abbassarlo. Sentendosi rispondere di no hanno inviato la disdetta e il 15 e 16 ottobre prossimi (sabato e domenica) saranno gli ultimi due giorni di gestione del rifugio condotto dalla coppia - lei abruzzese, lui croato di origini serbe scappato dalle guerra degli anni Novanta nella ex Jugoslavia – alla quale, proprio qui, si è aggiunto il piccolo Nicola che scorrazza in sala con un sorriso beneaugurante. Ora il Muse dovrà indire una nuova gara per la gestione e Alessandra e Miroslav non sanno ancora se vi parteciperanno.

«Dipende dalle condizioni», riflettono. Diciamolo subito, un peccato. Perché in questi quattro anni il rifugio (che in precedenza era rimasto chiuso per qualche tempo, sottoposto a lavori di ristrutturazione) è stato un luogo accogliente, con una buona cucina, con tanti prodotti del territorio e il più possibile a chilometri zero e dove, eventualmente, poter pernottare, grazie ai 18 posti letto presenti. «Purtroppo – sostiene Alessandra – oltre all’affitto che per noi è ormai insostenibile, la montagna di Trento è spesso “bloccata” dalle tante manifestazioni che vi si svolgono con la conseguenza che le strade sono interdette al traffico e i nostri clienti non riescono ad arrivare alla piana. Per un rifugio come questo, che non è aperto tutto l’anno, è un handicap non da poco».

All’inizio non deve essere stato facile anche perché, questo lo diciamo noi, per una coppia di “foresti” salire in Bondone, e farsi ben accettare dai bondoneri (carattere spigoloso e sanguigno, gelosi della “loro” montagna) è un lavoro di relazioni e rapporti che richiede una certa capacità.

Poi, però, la simpatia di Alessandra e i piatti di Miroslav hanno prevalso, la loro clientela se la sono coltivata con intelligenza. Certo, il posto è un po’ nascosto, leggermente defilato, ma la passione per la montagna della coppia (Miroslav negli anni precedenti ha lavorato in altri rifugi imparando anche a lavorare in cucina) ha fatto il resto. Bogunovic, nativo di Karlovac, in Croazia, è arrivato in Italia nel 1993, prima a Brescia, dove faceva il lattoniere, poi a Rovereto. Alessandra Marrone (laureata alla Sapienza di Roma) ha dato subito il suo tocco alla struttura che spesso e volentieri ospita piccole mostre d’arte con l’unico impegno da parte dell’autore di lasciare un’opera che abbellisca il rifugio. Il figlio Nicola è stato probabilmente il più piccolo bondonero degli anni scorsi. Diverse volte i genitori di entrambi sono saliti in Bondone dando al rifugio quel qualcosa in più, in quanto a mix di culture e saperi, contribuendo a farne un luogo aperto e piacevole da frequentare. Dopo metà ottobre un’esperienza positiva come questa potrebbe chiudersi. Con il rammarico di molti.













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