Un centro Coni per nuoto e tuffi

La commissione sport: fare uno sforzo in più. Wellness: no nell’impianto, sì nella pianificazione


di Luca Marognoli


TRENTO. Un centro sportivo d’alto livello, per il nuoto e i tuffi, in località Ghiaie, che possa attirare manifestazioni nazionali e internazionali. Con tribune, palestre e spogliatoi adeguati, come suggerito dal Coni, che ha manifestato al Comune tutto il suo interesse per il progetto. Questo l’orientamento espresso ieri sera dalla commissione sport di Palazzo Thun, che ha invece detto no alla realizzazione al suo interno di una “miniarea wellness” da 500 metri come era stato ipotizzato nel piano di fattibilità. Tuttavia la progettazione dell’area dovrà essere unitaria, in modo da renderla compatibile con un eventuale spostamento del lido Manazzon in via Fersina, arricchendolo magari con un centro benessere. Quest’ultimo aspetto è il frutto delle considerazioni fatte da Alberto Salizzoni, secondo cui limitarsi ad un progetto focalizzato esclusivamente sulle funzioni sportive rappresenterebbe «un grandissimo errore e un pasticcio dal punto di vista tecnico». Il centro natatorio, che si punta a realizzare entro il 2019-2020 grazie agli 8 milioni messi a disposizione dall’Accordo di programma con la Provincia, si potrebbe così considerare come il primo lotto funzionale di una pianificazione complessiva della zona. Ciò non significa - ha tenuto a precisare l’assessore Andrea Robol - che non si possa intervenire prima per migliorare i campi di rugby e basket presenti nell’area e che solo in un ipotetico futuro potrebbero essere spostati per lasciare spazio al lido “riveduto e corretto”.

L’intervento di Salizzoni, giunto al termine della seduta, ha permesso di trovare una sintesi accettabile tra chi voleva attenersi a quanto previsto dall’accordo e chi voleva andare oltre, come Andrea Merler (sostenuto dai leghisti Devid Moranduzzo e Stefano Osele), affiancando al centro sportivo una vera e propria acquarena, con servizi comuni di ristorazione a Mattarello. Il capogruppo della Civica aveva chiesto di reperire nuove risorse nella variazione di bilancio primaverile, aprendo un tavolo con la Provincia, ricorrendo all’aiuto dei privati (ai quali affidare anche la gestione) e trasformando in zona residenziale da mettere sul mercato l’area di via Fogazzaro. Vanni Scalfi ed Elisabetta Bozzarelli (Pd) avevano invece invitato a guardare al concreto (assieme allo stesso Robol), concentrandosi su quanto è oggetto dell’accordo di programma e chiedendo invece alla Provincia risorse integrative per rendere l’impianto veramente adatto alle esigenze del Coni. Con loro Marco Santini del M5s, che però aveva anche appoggiato la richiesta di confrontarsi con Piazza Dante sull’ipotesi di un abbinamento con una zona ludica e per il benessere. Robol sembrava avere chiuso la porta definitivamente alle istanze di Merler («Siamo realisti: i soldi per queste cose non ci sono, sia del pubblico che dei privati») facendo proprie le riflessioni di Paolo Castelli, secondo cui impianti di questo genere non fanno certi utili ma «si tratta di limitare le perdite», quando Salizzoni ha riaperto un seppur ristretto varco ad uno scenario che veda a Trento una struttura acquatica a carattere ludico e per il benessere. Determinante il profilo economico: Manazzon costa 900 mila euro l’anno, il nuovo impianto richiederebbe 1,15 milioni e mettendoli assieme in un unico centro di costo ci sarebbero dei risparmi. Buone notizie infine per la ginnastica: la commissione ha detto sì alla destinazione agli atleti della piscina coperta di via Fogazzaro.













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