Ucciso nel rogo Città in lutto ma è polemica

Il sindaco si difende dagli attacchi delle minoranze «Una ferita per la città. Ma la comunità è monitorata»



TRENTO. «Quel che è accaduto all'ex Sloi è una ferita per la città di Trento. Ci dispiace che la vita di quel ragazzo abbia avuto una fine così tragica, che i tentativi di aiutarlo nel passato non siano andati a buon fine». Così il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, commenta la morte del giovane senzatetto Marius Barcea, avvenuta mercoledì sera nell'incendio della baracca dove viveva. «Il protagonista - spiega l'amministrazione - si era rivolto agli uffici nell'aprile dello scorso anno: in gravi condizioni di salute in seguito a un incidente (era stato investito da un treno), aveva chiesto un aiuto economico per il rimpatrio e grazie al fondo per la solidarietà responsabile della Caritas, gli era stata consegnata la somma necessaria. Dopo qualche tempo il ragazzo era tornato nuovamente a Trento, cosa non insolita perché il pendolarismo tra l'Italia e la Romania per le persone di etnia Rom è del tutto normale».

Palazzo Thun aggiunge che «la piccola comunità che vive all'ex Sloi è monitorata costantemente dai Servizi sociali e dagli agenti della polizia municipale. Sono numerosi i sopralluoghi fatti e anche i tentativi di recuperare a una vita dignitosa gli inquilini delle baracche». Il più delle volte però - prosegue il Comune - «gli aiuti proposti, per esempio l'accoglienza notturna, non vengono accettati». Le ordinanze di sgombero del passato, la demolizione dei ricoveri fatiscenti - conclude il sindaco - «hanno avuto un'efficacia limitata perché sono servite ad allontanarli sono temporaneamente». Quanto alla bonifica dell'area, «il lungo iter è in corso. Il Consorzio Sviluppo e Bonifica di Trento Nord ha commissionato all'università di Trento la predisposizione dell'analisi di rischio, il primo step per arrivare al progetto vero e proprio».

Ma l’amministrazione finisce nel mirino delle minoranze. «Ho avuto modo più volte - purtroppo - di occuparmi della questione, presentando svariate interrogazioni in Comune a Trento», attacca il consigliere (ora provinciale) Claudio Cia, che parla di «tragedia annunciata». I senza tetto che si rifugiano all’ex Sloi sono «persone, che un falso buonismo - accogliente a tutti i costi - ha indotto a vivere in condizioni disumane». Attacca anche la Lega Nord: «L'amministrazione - si legge in una nota - sapeva e sa fin troppo bene cosa accade all'interno dell'area e quindi la responsabilità di quanto accaduto deve ricadere sulla stessa. Non possiamo più tollerare simili situazioni di degrado ed insicurezza nella nostra città».

Il M5S sottolinea la «necessità di effettuare uno stringente monitoraggio sull'area ex Sloi, intervenendo con sgomberi puntuali sugli eventuali nuovi insediamenti ».

Di altro tenore le parole di Jacopo Zannini, dell’Altra Trento a Sinistra: «Al disagio di chi vive in queste condizioni non si può dare solo una risposta repressiva sgomberando gli accampamenti. Vanno ripensati degli interventi di servizio sociale e anche di volontariato con strumenti nuovi adatti alla situazione che si è fatta più complessa».













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