Turismo, “effetto Alpini” anche in città

Dopo l’adunata a Bolzano penne nere sulla via del ritorno, Trento presa d’assalto. E l’Apt organizza visite guidate


di Sara Marcolla


TRENTO. Anche Trento e il Trentino hanno avuto il proprio momento di gloria. L’85esima adunata nazionale degli alpini a Bolzano dello scorso fine settimana ha avuto un eco positivo anche nella nostra provincia, sia in termini di presenze che in termini economici. Per i numeri bisogna attendere qualche giorno e certamente non saranno paragonabili a quelli del capoluogo altoatesino (per il quale si parla di oltre 80 milioni di euro di indotto), ma anche per il Trentino il bilancio è positivo. «Trento è la porta di questa adunata - aveva annunciato il presidente dell’Ana Trentino Maurizio Pinamonti - il 90% degli alpini passerà da qui». E così effettivamente è stato. Ieri si vedevano in città ancora tante penne nere per l’ultimo giorno di questa adunata che ha visto passare in regione centinaia di migliaia di alpini. Numerosissime le prenotazioni per alberghi, soprattutto per visite turistiche della città e dei dintorni. Il Trentino si è preparato dunque al meglio, non solo con gli striscioni e le bandiere tricolore esposte alle finestre e ai balconi ma anche con offerte e pacchetti turistici.

«Tantissimi alpini hanno pernottato a Trento - conferma Elda Verones, direttrice dell’Apt cittadina - qualcuno ha deciso di fermarsi anche questa sera (ieri, ndr). Abbiamo avuto gruppi provenienti un po’ tutta Italia, dal Piemonte fino alle regioni del Meridione. Per molti alpini di tutta Italia l’adunata a Bolzano è stata un’occasione per visitare anche la città di Trento e i dintorni. Abbiamo ricevuto numerose prenotazioni per visite guidate alla città e agli edifici storici. Abbiamo organizzato trekking appositi per gruppi di alpini sul Monte Bondone e nella valle dei Laghi. C’è stato davvero tanto lavoro nei nostri uffici». E ieri in via eccezionale sono rimaste aperte anche le Gallerie di Piedicastello, dove è allestita la mostra “Ritorno sul Don: 1941-1943. La guerra degli italiani in Unione Sovietica”, guerra dove gli alpini italiani sono stati protagonisti e, purtroppo, vittime. Un’occasione per tante penne nere per conoscere da vicino un pezzo importante della propria storia.

Che l’adunata di Bolzano rappresentasse anche un’occasione turistica per Trento, lo conferma Massimiliano Peterlana, presidente della Fiepet (Federazione esercenti pubblici): «Noi abbiamo vissuto di riflesso questo evento. Non ho dati alla mano, ma certamente a Trento non ci sono stati i grandi numeri della città altoatesina. Dal punto di vista turistico penso che comunque sia andata molto bene. In questo fine settimana si sono visti tantissimi alpini in giro per la città. Non so dire, però, se ristoranti e bar hanno avuto una ricaduta economica davvero rilevante. Trento è rimasta comunque la città d’appoggio per migliaia di penne nere che hanno raggiunto Bolzano. Certamente anche da noi in questi giorni le persone non sono mancate». E intanto questa mattina le ultime penne nere stanno lasciando il Trentino. Portandosi a casa anche un ricordo della nostra città.

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