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Treno travolge e uccide una profuga

L’incidente l’altra notte a Borghetto. Una giovane di colore (non identificata) stava camminando lungo la massicciata

di Giancarlo Rudari

AVIO. Camminava lungo la massicciata ferroviaria quando è stata travolta e uccisa da un treno regionale diretto a Verona. E’ morta così in una fredda notte una giovane immigrata di colore a sud di Borghetto, in prossimità del confine fra Trentino e Veneto. Camminava da sola verso Verona e con sé non aveva documenti. L’unico elemento che fa capire che si tratti di una profuga è un foglio trovatole addosso: di lei si sa che è sbarcata in Sud Italia probabilmente dopo essere stata salvata in mare su un gommone e che è passata da un centro di accoglienza profughi a Milano. Poi niente altro. E la sua identificazione diventa difficile viste le condizioni del suo corpo martoriato dal treno in corsa.

L’incidente è accaduto poco dopo le 22 di mercoledì provocando il blocco per qualche ora della circolazione dei treni. Non era particolarmente elevata la velocità del treno regionale diretto a Verona tanto che è stato lo stesso macchinista ad accorgersi di aver urtato un ostacolo, ma non è riuscito a capire di cosa si trattasse considerato che lui sui binari non aveva visto nessuno. E così, una volta arrivato alla stazione di Peri, lancia l’allarme. La Polfer allerta i vigili del fuoco volontari di Avio che iniziano a perlustrare un lungo tratto di binario. Ma non trovano nulla. Vanno a Peri, parlano con il macchinista che indica con maggior precisione il punto dove potrebbe aver urtato qualcosa o qualcuno.

I pompieri controllano passo dopo passo la linea ferroviaria e in prossimità del confine tra le due Provincie scorgono un cadavere. E’ il corpo senza vita di una giovane di colore. Interviene la Polfer che, una volta ottenuto il nulla osta da parte del magistrato, fa rimuovere il cadavere composto poi nella camera mortuaria del cimitero di Avio. Di chi si tratta? Che cosa ci faceva di notte lungo i binari? Da dove arrivava e dove era diretta? Era da sola o in compagnia di qualcuno che dopo l’incidente è fuggito? Tanti interrogativi che per il momento restano senza risposta.

L’unico elemento in possesso della Polfer di Trento che sta svolgendo le indagini è un documento dal quale risulta il suo arrivo via mare in Sud Italia e il passaggio a Milano ad un centro di accoglienza. E nemmeno la testimonianza del macchinista può essere d’aiuto visto che la donna non si trovava sui binari ed è stata scaraventata a terra probabilmente dopo essere stata urtata da un predellino. Una tragica fine avvolta nel mistero, una morte incredibile e assurda per una giovane fuggita dalla guerra e dalle fame e finita sotto un treno.