Testor, la val di Fassa ora guarda a destra 

La Procuradora con Fi in Valsugana: «Per noi ladini 2017 anno storico». Detomas: «Il centrosinistra poteva controbattere»

di Gianpaolo Tessari

TRENTO. Per 37 voti. Elena Testor due anni fa divenne Procuradora dei ladini per un pugno di voti, sconfiggendo quella Ual che sino ad allora era stata la voce incontrastata della minoranza linguistica della valle di Fassa. Questo per dire che l’imprenditrice che Forza Italia vuole schierare alle politiche in Valsugana non è persona che si spaventi di fronte alla battaglie difficili, anzi. Testor gestisce una casa per vacanze poco lontano da Canazei, in precedenza aveva un ristorante in valle. Alla politica si è avvicinata in sordina: prima dell’elezione, nel 2015, al Comun general di Fascia, si era proposta per due volte alle elezioni provinciali nel 2008 e nel 2013, nonché per la Camera dei deputati all’ultima tornata.

La coordinatrice azzurra Michaela Biancofiore ha in animo di schierare una ladina al Senato in quel collegio che comprende la Valle di Fassa per l’appunto, ma anche la valle di Fiemme (che “pesa” elettoralmente il doppio) e la Valsugana, alta e bassa, che ha un bacino sette volte più grande.

La grandezza del collegio e le sue proporzioni fanno capire che, se l’enclave ladina ha un suo referente molto preciso nella Testor, il lavoro alla coalizione che fa riferimento a Berlusconi e Salvini non mancherà: del resto la Procuradora è riuscita, come si diceva, in un’impresa che, fatte le debite proporzioni si può accostare al battere la Svp in casa propria, con una formazione che prima non esisteva nemmeno. Insomma è avvenuto l’impensabile.

Forse la Ual, storica voce unica nella rappresentanza dei ladini di quella valle, si era ridotta ad un’enclave, aveva perso dello smalto nella propria azione? «Ma non direi. Abbiamo perso la leadership del Comun general per una serie di circostanze» osserva Beppe Detomas che la causa ladina, proprio con la Ual, l’ha portata a Roma in due legislature e la sta ora perorando da consigliere provinciale. E della candidatura di Testor con Forza Italia che si sente di dire? «Beh, un poco mi sorprende che ora, in campagna elettorale, Michaela Biancofiore abbia scoperto di avere tutta questa attenzione per i ladini ai quali, anche di recente nel dibattito parlamentare, si era limitata a dare una forma di simpatia, o poco più» osserva.

Ma Detomas aggiunge un ragionamento ulteriore: «Spiace invece che il centrosinistra autonomista, in questa fase, non abbia preso in considerazione un candidato ladino da contrapporre ad una ladina che si presenterà per il centrodestra».

Elena Testor si era proposta alla carica di Procuradora da presidente dell’Associazione Fassa, dopo essere stata in precedenza a sua volta nella Ual. E solo pochi giorni fa aveva tracciato un bilancio dell’anno appena concluso: «Sì, il 2017 si è concluso in bellezza per il Comun general, grazie alle modifiche dello Statuto speciale del Trentino Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina. Ora l’ente fassano è tra quelli riconosciuti da una legge costituzionale alla stregua di regioni, province, comuni e città metropolitane. Il Comun general ora rappresenta un unicum in Italia che ci riempie d’orgoglio e responsabilità».