Sicurezza sullaValsugana:  servono scelte coraggiose  

Il sindaco di Castel Ivano, Vesco, chiede un intervento complessivo sull’arteria anche per la parte di statale a doppia corsia che non è compresa nel progetto


di Marika Caumo


CASTEL IVANO. Accelerare l'assegnazione dell'appalto per l'intervento di messa in sicurezza della SS47 della Valsugana e trovare le risorse per completare anche la parte non prevista dal progetto. Lo chiede, e non da ieri, il sindaco di Castel Ivano Alberto Vesco. La stretta retta a due corsie, tristemente conosciuta per le sue croci, non ricade solo sul comune catastale di Ospedaletto ma per buona parte anche su quello di Castel Ivano. L'incidente di lunedì all'altezza del ristorante e dancing Isolotto, ha riaperto l'annosa questione della messa in sicurezza della Statale. Lo schianto frontale a seguito dell'invasione di corsia da parte di un 34enne di Enego, ha provocato la morte del 59enne Marco de Felici, di Borso sul Grappa in provincia di Treviso, che stava percorrendo la SS47 in direzione Trento. L'ennesimo incidente, l'ennesima vittima su un tratto di strada che è considerato tra i più pericolosi d'Italia. La Provincia ha messo sul piatto 4.8 milioni di euro di cui 3.7 di lavori per un progetto di sistemazione e ampliamento che riguarda il tratto che dallo svincolo di Ospedaletto (Barricata di Sotto) arriva in località Barricata d'Agnedo (all'altezza di casa Zotta, prima dell'azienda Sts), nel comune di Castel Ivano. Questo infatti è il tratto più pericoloso e stretto dell'arteria, delimitata da un lato dal muretto della ferrovia e dall'altro da un fossato. Lo scorso 30 agosto era stato fissato il termine per la presentazione delle domande: cinque quelle arrivate da parte di altrettante reti d'impresa, alle quali è stato concesso altro tempo per integrare la documentazione presentata. L'aggiudicazione e l'avvio dei lavori è atteso per la primavera. «Inserito nel Piano della Viabilità, ha un costo totale di 4.8 milioni di euro con inizio lavori nel primo trimestre 2018 per una durata di 620 giorni naturali e consecutivi: sarà dunque terminato ad inizio 2020» spiegava nei mesi scorsi l'assessore Gilmozzi rispondendo ad una interrogazione in Consiglio provinciale. E ricordava che «Non è previsto uno spartitraffico centrale, ma una forma di separazione delle carreggiate, piazzole di emergenza, una corsia di decelerazione per l'emissione nei paesi». Decisione, quella di non mettere lo spartitraffico centrale, che aveva fatto non poco discutere, tanto che si verificherà in sede esecutiva la possibilità di prevederlo.

«Accelerare i tempi, auspichiamo in breve nell'avvio dei lavori, li attendiamo da troppi anni» spiega Vesco, che chiede un intervento complessivo di messa in sicurezza, anche per la parte di statale a doppia corsia che non è compresa nel progetto. Sul tratto dove lunedì ha perso la vita Marco de Felici non sono infatti previsti interventi. La carreggiata è più larga ma resta comunque pericolosa. Si tratta di una retta dove la visuale è massima ma «E' rialzata e dritta, è facile distrarsi, prendere sonno- prosegue Vesco- Gli incidenti qui sono dovuti soprattutto a sorpassi azzardati o disattenzioni ma su questo pezzo di strada non sono ammessi errori, i camion telonati rischiano di sbandare solo con lo spostamento d'aria, ma non c'è spazio, non c'è via di fuga. Servono velocità basse e massima attenzione, ed a volte non basta. Per questo bisogna fare qualcosa, la Valsugana merita di essere sistemata tutta». La questione, ammette Vesco, non è semplice: le quattro corsie sono costose e porterebbero più auto, traffico (e inquinamento) sulla Statale ma dall'altra parte l'attuale arteria è inadeguata e va messa in sicurezza. «Lo spartitraffico? Da un lato evita i frontali, dall'altro crea problemi per l'intervento dei mezzi di soccorso. Serve un intervento massiccio, va fatta una valutazione seria e ci vuole il coraggio di fare delle scelte» conclude.

Sul tragico incidente di lunedì è intervenuta con una nota anche la Lega Nord, che tramite il consigliere provinciale Maurizio Fugatti chiede «interventi celeri e seri per mettere in sicurezza quel tratto stradale, uno dei più pericolosi in Trentino. Inoltre lungo la SS47 sarebbe opportuna l’installazione di uno spartitraffico, cosa al momento non prevista nei progetti della Provincia. Mantenere posizioni di diniego e cecità di fronte a simili evidenze porterà purtroppo soltanto ad altri incidenti».















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