Scoperta la maxi truffa degli chalet fantasma

Cinque napoletani affittavano su internet case per le settimane bianche tra Canazei e Campiglio. Si facevano pagare una caparra ma poi sparivano



TRENTO. Condivano i loro annunci su internet con foto di chalet da sogno. Abitazioni da favola nelle più belle località montane del Trentino, ma non solo. Baite da sogno o appartamenti corredati di ogni comfort a Canazei, Madonna di Campiglio, ma anche a Cortina e al Sestriere. Case che venivano affittati con annunci sui principali siti internet specializzati. Con un solo difetto: quelle case non esistevano. Così decine e decine di persone sono state truffate. Versavano una caparra che andava da 500 a mille euro per un soggiorno in quelle case da sogno, ma una volta arrivati in montagna, non trovavano la casa dei sogni. Così oltre al danno dovevano subire la beffa di essere in vacanza, ma di dover tornare a casa perché non avevano sistemazione. La truffa, però, è stata sventata dai carabinieri della stazione di Canazei che, dopo una complessa e certosina indagine, sono riusciti a mettere il sale sulla coda su cinque napoletani che sono stati denunciati per una sfilza di reati:truffa aggravata, falso materiale, uso di documenti contraffatti e sostituzione di persona.

L’inchiesta dei carabinieri di Canazei era partita lo scorso autunno dopo che una signora fassana era stata contattata perché una famiglia di turisti aveva affittato la sua casa. I turisti avevano trovato la casa su un annuncio pubblicato online. Era un o splendido chalet. Per scrupolo, avevano controllato su Google maps dove si trovasse la casa. Così hanno visto che al posto dello chalet c’era una normale abitazione. A quel punto hanno contattato l’Apt che ha avvertito la padrona di casa. Quest’ultima si è rivolta ai carabinieri di Canazei che sono subito partiti a spron battuto con le indagini.

Come già fatto con l’inchiesta che ha permesso di individuare un cittadino romeno che vendeva online prodotti informatici fantasma, i carabinieri hanno ricostruito con pazienza la strada che facevano i soldi. I clienti, infatti, chiamavano al telefono i numeri indicati negli annunci. Si trattava di numeri apparentemente di apparecchi fissi, ma che in realtà conducevano a telefoni mobili. Si trattava di utenze di compagnie virtuali. Rispondevano i cinque napoletani che indicavano il numero di alcuni conti correnti postali dove versare la caparra per le case da sogno.

Per una settimana bianca volevano anche mille euro di anticipo. Siccome ci sapevano fare, gli aspiranti turisti ci cascavano e pagavano. Migliaia di euro finivano nelle tasche dei cinque napoletani. Venivano versati in conti aperti grazie a documenti falsi. I carabinieri, però, sono riusciti lo stesso a rintracciare le persone che avevano aperto i conti. Così sono partite le denunce.

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