AGRICOLTURA E IMPRESA

Sant’Orsola punta a sud e aumenta gli utili: 1,2 milioni

Nonostante le gelate cresce il liquidato agli 880 soci. La cooperativa sempre più forte fuori dal Trentino


di Ubaldo Cordellini


TRENTO. Sant’Orsola cresce e si globalizza. Posta davanti a un bivio, la cooperativa dei piccoli frutti ha scelto di allargare la propria compagine sociale a tutta Italia facendo in modo, così, di produrre per tutto l’anno. Per questo è stato deciso il maxi investimento da 35 milioni di euro per il «Villaggio dei Piccoli Frutti» che sta sorgendo a Cirè di Pergine.

Una cittadella che servirà soprattutto per ampliare la capacità logistica della cooperativa che attualmente dà lavoro a 182 persone, di cui 51 a tempo pieno e le altre stagionali. Ieri, con la presentazione del bilancio all’assemblea dei soci (che lo ha approvato all’unanimità), si sono visti i risultati di questa strategia. Sant’Orsola ha aumentato di 1,2 milioni di euro il liquidato agli 880 soci nonostante l’annata disastrosa in Trentino dal punto di vista climatico. E questo grazie anche alla produzione fuori regione. Così, proprio nel quarantesimo anno di vita, Sant’Orsola è pronta diventare una vera e propria potenza della frutta. Una realtà stabile e non legata alle stagioni.

«Oggi (ieri per chi legge ndr - stiamo raccogliendo. I nostri soci in Calabria e in Sicilia sono già al lavoro e il nostro prodotto sta per raggiungere gli scaffali. Questo ci permette di avere una produzione lungo tutto l’arco dell’anno. Questo è l’obiettivo: destagionalizzare e essere sempre presenti. Se non lo fai, rischi di uscire dal mercato. Per questo è stato deciso l’investimento sul nuovo villaggio che ci permetterà un ulteriore salto dal punto di vista logistico e di arrivare a una maggiore aggregazione tra produzioni», spiega il direttore generale Matteo Bortolini.

Ed è per questo motivo che Sant’Orsola ha allargato i suoi confini. Il presidente Silvio Bertoldi e il direttore dicono che non amano fare distinzioni tra soci trentini e soci del resto d’Italia. Ma è un fatto che ormai stanno nascendo forti nuclei di frutticoltori, e non solo in Calabria, ma anche in Sicilia e nelle Marche: «I soci trentini sono circa 700 e qui c’è il nucleo storico e forte, ma per raggiungere l’obiettivo di produrre per tutto l’anno. Abbiamo iniziato ad andare fuori dai nostri confini all’inizio degli anni 2000 con il progetto con la Locride portato avanti insieme a monsignor Bregantini . Ma poi si sono aggiunti anche altri nuclei che si sono ingranditi. C’è stato molto lavoro da fare, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per instillare nei nuovi soci lo spirito cooperativo per il quale l’obiettivo individuale viene dopo quello generale».

Il direttore tecnico Severino Perenzoni spiega che la nuova cittadella sarà pronta molto presto: «Contiamo di avere il villaggio pronto per l’inizio dell’anno prossimo. Ci permetterà di crescere e di creare valore per i soci e per i dipendenti». Il bilancio approvato ieri certifica proprio questo momento di passaggio. Si è chiuso con un utile netto di 623.840 euro nonostante il meteo. La frutta conferita (non solo piccoli frutti e fragole ma anche ciliege e mele) a fine anno è arrivata a 5.061 tonnellate, erano 5.232 nel 2016. Hanno sofferto specialmente i comparti fragole, ciliegie e mele, meno i piccoli frutti. La diminuzione è tuttavia assai contenuta (pari al 3,27 per cento), rispetto ai tagli ben più pesanti lamentati da altri comparti agricoli e frutticoli trentini e nazionali. In questo ha contato molto anche la reputazione di Sant’Orsola che da sempre punta sulla qualità, come spiegano il presidente Bertoldi e il direttore Bortolini: «Noi abbiamo sempre frutticoltori che vogliono entrare nella cooperativa, ma non accettiamo tutti. Abbiamo controlli molto serrati e livelli qualitativi molto alti».

Positivi sia il valore della produzione, pari a 57.045.000 euro (era di 56.900.000 nel 2016) ed il fatturato, pari a 54.688.000 euro (era di 54.631.000 euro nel 2016). Il liquidato ai soci ha potuto raggiungere il valore economico di 24.372.000 euro (nel 2106 era di 23.166.000 Euro). Un milione e 200 mila euro in più, appunto. Grazie all’investimento nel villaggio è cresciuto anche il patrimonio netto. L’assemblea, erano presenti circa 260 soci, ha anche eletto i 5 nuovi membri del cda. Si tratta di Omar Debortoli, Giuseppe Groff, Federico Morelli, Simon Valentini e Giorgio Zanei.

 













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