Pellegrinaggi a San Marino per aspiranti maestri di sci

Una convenzione con la Fisi permette di ottenere il titolo «all’estero» ma Trento istituisce una prova di ingresso: bocciati 4 dei 9 neodiplomati


di Luca Marognoli


TRENTO. L’esame per diventare maestro di sci? Vado a farlo a San Marino, dove la “vetta” più alta è il Monte Titano, 739 metri sul livello del mare. E’ un ragionamento che fanno tanti candidati, soprattutto quelli bocciati nelle regioni di provenienza, da quando, una manciata di anni fa, è stata siglata una convenzione ad hoc tra la Fisi (la federazione italiana sci) e la mini-repubblica incastonata tra Emilia Romagna e Marche.

Gli anni scorsi bastava conseguire il titolo a San Marino perché questo fosse considerato valido anche in Italia, ma da quest’anno il Trentino - che ha competenza primaria in materia - ha istituito l’obbligo di sostenere una prova per il riconoscimento professionale che si è tenuta poche settimane fa. Ebbene, dei 9 iscritti (trentini e non), 5 hanno superato l’ostacolo e 4 sono stati bocciati. In altrettante determinazioni, il servizio turismo della Provincia ha sancito che i primi possono ora iscriversi all’albo provinciale dei maestri di sci del Trentino. Gli altri dovranno sostenere nuovamente l’esame, che esce quando viene raggiunto un determinato numero di domande, se vogliono esercitare in Trentino, altrimenti potranno rivolgersi ad altre regioni dove non ci sono barriere in ingresso.

Mario Panizza, presidente del Collegio maestri di sci, conosce bene il fenomeno: «L’esame teorico - spiega -, che è organizzato dalla Conferenza dei servizi, ha per oggetto le competenze proprie del Trentino». Si va dalla responsabilità professionale del maestro, alla conoscenza del territorio locale fino alla gestione e normativa delle piste da sci.

Ma quanti sono i trentini che migrano verso San Marino a caccia dell’abilitazione? «Una minoranza: quelli che non riescono a superare l’esame da noi o nelle varie regioni italiane. L'iter formativo è uguale, ma gli esami finali sono un po' più semplici. Sono pratici e teorici: di San Marino c'è solo il nome, perché i corsi vengono tenuti per la maggior parte in Trentino tranne alcuni moduli nelle varie regioni alpine. A tenere le lezioni, in base alla convenzione, sono gli istruttori nazionali della Fisi, e anche il testo tecnico di riferimento è italiano».

I prezzi? Più alti. «Da noi il corso costa 2.500 euro per i residenti, lì molto di più, sicuramente oltre il doppio».

C’è un tetto annuale al numero di esami: «San Marino può rilasciare 35 titoli l’anno, noi lo stesso», dice Panizza. «Con la differenza che in Trentino abbiamo 2.400 iscritti all'albo e 44 scuole di sci. San Marino non ha neanche una stazione per la pratica di questo sport. Essendoci una convenzione siglata dalla Fisi, noi purtroppo non possiamo farci niente, se non prendere atto di questo fenomeno». Una cosa è stata fatta, però: l’introduzione del colloquio teorico. Che per quattro aspiranti ha reso vano, almeno per ora, il pellegrinaggio compiuto “all’estero”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano