Pace e fratellanza, non solo business

Inaugurato il mercatino di via Roma con tante novità, come la tenda beduina. Splendido il presepe nel giardino Cobelli



ROVERETO. «Il “Natale dei Popoli” coniuga alla perfezione l’aspetto commerciale con i valori della fratellanza, della pace e dell’unione dei popoli». Le parole del decano, don Sergio Nicolli, hanno suggellato l’avvio del mercatino di Natale che quest’anno offre ai visitatori 39 casette, disposte nella scenografica via Roma. Un mercatino natalizio (ideato dal Consorzio iniziative In Centro e dal Comune) particolare e diverso da tutti gli altri del Trentino, che porta per la prima volta l’atmosfera, i sapori, gli usi e i costumi degli abitanti della Terra santa, raccolti attorno alla grande tenda beduina. Una diversità vista come ricchezza per una proposta turistica invernale particolare, ha sottolineato l’assessore provinciale Mellarini. «Speriamo di superare le 300 mila presenze dell’anno scorso», si è augurato il presidente Giulio Prosser , accompagnando gli ospiti lungo via Roma. Quest’anno, le novità sono tante.

Lo scorso anno chi entrava dalla “porta del Sud”, in largo Vittime delle Foibe, si trovava bloccato da un autentico muro di persone. Lo spostamento della parte alimentare del mercatino nel piazzale interno dell'ex scuola elementare di via Roma è stato salutato come una scelta azzeccata agli stessi espositori. In mezzo agli stand di leccornie, un pizzico di Palestina: l'artigianato femminile della Palestina, per la prima volta, esce dai propri martoriati confini e approda a Rovereto. E lo fa anche per uno scopo benefico. Il ricavato della vendita aiuterà un progetto di educazione per bambini palestinesi, «all'interno dell'area C, territorio a controllo e amministrazione israeliana», spiega Claudio, volontario italiano in Palestina che ci fa da traduttore. A fianco della casetta dell'artigianato femminile palestinese anche un tavolino con gioielli originali beduini.

Poco più in là gli stand alimentari austriaci e la casetta “Naturalmente mele” dell'azienda agricola di Mario Savinelli della val di Non. «E' il terzo anno che partecipo, ma devo ammettere che la scelta di concentrare tutta la parte alimentare in questa piazzetta è stata un'ottima scelta. Sarà sicuramente vincente. Sul Corso la gente si urtava, doveva spostarsi subito dalla bancarella, invece adesso l'ambiente è molto più raccolto e tranquillo, fuori dal flusso».

Sotto le mille lampadine a led del cielo stellato di via Roma, fra le casette natalizie troviamo anche un richiamo della cultura e dell'artigianato del Salento. Tre anni fa furono ospiti gli amici di Lecce, ora la Putea ha scelto i prodotti più caratteristici della propria terra. «Utilizziamo solo prodotti naturali e realizzati interamente a mano, rispettando un contratto etico - racconta Giovanni De’ Lia - la scelta è varia: si va dalla pietra leccese alla terracotta, dalla pietra tufacea alla ceramica, dal rame al ferrobattuto».

Tutto a mano anche nella casetta di “Habitus”, a due passi dalla porta del Nord. Qui Ilenia Rossit e Riccardo Ricci, imprenditori di Verona, mostrano come si producono «capi unici, usando lane ecologiche e materiali ecosostenibili - spiegano - è la prima volta che veniamo a Rovereto perché sta prendendo piede ed si trova a pochi chilometri da Verona». Nella loro casetta Ilenia e Riccardo mostreranno ai visitatori «che anche gli abiti hanno una personalità», grazie alla sartorialità del taglio.

Originale e splendido anche il presepe, a dimensione naturale, nel giardino Cobelli.

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