Ospedali di valle, il futuro dipenderà dalle assunzioni

Cgil, Cisl e Uil a Zeni: «Non solo medici, più organici per tutto il comparto» E oggi la riorganizzazione approda in consiglio in un clima infuocato



TRENTO. L’Azienda sanitaria integrerà il proprio organico - medici, infermieri, oss - attraverso concorsi e scorrendo le graduatorie in corso di validità, e sarà l’esito di queste procedure a definire l’assetto finale della rete ospedaliera e dei punti nascita. Lo scrive la giunta nella delibera approvata venerdì scorso con oggetto «disposizioni organizzative in ordine al servizio ospedaliero provinciale» dopo l’entrata in vigore delle nuove regole sull’orario di lavoro e i riposi dei medici. Delibera in cui si stabilisce che per le nuove assunzioni - nessuno ha ancora ufficializzato quante, sarà l’Azienda a stabilirlo secondo le necessità, ripete l’assessore - la Provincia mette a disposizione una somma aggiuntiva massima di 9 milioni di euro all’anno.

La giunta ha dato mandato all’Azienda di attribuire priorità all’area materno-infantile (ginecologi, pediatri) e all’urgenza emergenza (anestesisti). Ma sull’esito dei concorsi nessuno se la sente di scommettere perché tutti sanno che la difficoltà è trovare medici e infermieri disponibili a lavorare negli ospedali di valle. Nella delibera si ricorda l’accordo del 2010 tra le Regioni e lo Stato per chiudere i punti nascita sotto i 1000 parti all’anno (500 per le zone montuose) a favore di un percorso nascita che accompagni le future mamme prima e dopo il parto. E si conferma che la Provincia chiederà al ministero la deroga per i punti nascita di Tione, Cavalese, Arco e Cles, lasciando decidere a Roma.

Intanto ieri l’assessore Luca Zeni ha incontrato i segretari di Cgil, Cisl e Uil (Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti) insieme ai segretari del comparto sanità Gianna Colle, Pierachille Dalledonne e Ettore Tabarelli. «Alla sanità trentina non servono solo più medici, ma anche infermieri, tecnici di laboratorio e radiologia, ostetriche, operatori socio-sanitari e personale amministrativo», è la richiesta arrivata dai sindacati, «l’intero comparto sanitario è da anni in affanno». E hanno chiesto un ragionamento immediato sulle dotazioni organiche: ogni mese mancano circa 300 professionisti per assenze dovute a malattie, ferie, diritto allo studio, aspettative, per questo «bisogna sedersi ad un tavolo e stabilire qual è la media reale delle assenze in modo tale che le direttive che verranno ogni anno impartite all’Azienda tengano conto anche del numero di professionisti necessari per coprire effettivamente i turni nelle 24 ore per 365 giorni».

L’assessore ha spiegato che le decisioni assunte dalla giunta venerdì sono indicazioni date all’Azienda a cui spetta la competenza per operare le assunzioni. Da parte loro, Cgil, Cisl e Uil hanno espresso a Zeni la necessità che si faccia il possibile per migliorare il rapporto tra Azienda e sindacati sia sul piano della comunicazione sia delle informazioni e della consultazione, soprattutto in un momento complesso come questo, perché «coinvolgendo i lavoratori sarà meno difficle riorganizzare la sanità». L’assessore ha garantito che prima di procedere con i bandi l’Azienda incontrerà i sindacati. E mentre le proteste a difesa degli ospedali di periferia continuano (ieri a Borgo), oggi il tema approda in consiglio provinciale con due question time di esponenti di maggioranza (De Godenz dell’Upt e Borgonovo Re del Pd). Il clima resta incandescente e non si esclude che dalle valli la protesta scenda a Trento.

(ch.be.)













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