Lavis: troppo caldo, lavoratori in sciopero alla San Carlo

Afa e malori nello stabilimento che produce le famose patatine fritte confezionate: un'ora di blocco della produzione



LAVIS. Troppo caldo, i lavoratori si fermano. Accade a Lavis, presso lo stabilimento della San Carlo Snacks dove si producono le famose patatine fritte con temperature che nei giorni scorsi - dicono i dipendenti - sono diventate insopportabili. Ieri pomeriggio è scattata la protesta: un'ora di sciopero spontaneo, con la promessa di ripetere l'astensione dal lavoro nella notte e ancora il giorno successivo (oggi, ndr). La richiesta è quella di avere condizioni di lavoro più umane, con la possibilità di pause più frequenti. Dalla patata alla patatina fritta: ecco il ciclo produttivo a Lavis. Le temperature elevate, vista la produzione, vanno messe in conto. Ma con l'arrivo dell'estate i lavoratori non ce la fanno più: fatica, anche qualche malore. Alla fine i dipendenti (molte donne, parecchi lavoratori interinali) si sono riuniti in assemblea e l'hanno messa giù dura: sciopero. «Un'ora di sciopero spontaneo dalle 17 alle 18 è la prima di tre ore, su tre turni, compreso il notturno, necessarie a reidratarsi (in produzione, per legge, non è consentito introdurre liquidi potabili) per maestranze, in prevalenza donne, costrette a turni di otto ore, con ritmi da apnea» ha spiegato Giovanni Galluccio della Uil. Quando il sindacalista è arrivato nello stabilimento li ha trovati tutti in mensa. A bere acqua minerale e the per riprendere le forze e trovare un po' di sollievo alla calura. Le normative in questo caso sono piuttosto vaghe e parlano semplicemente di "temperatura controllata". Intanto i responsabili dello stabilimento hanno avvisato la sede milanese del gruppo della protesta. Si vedrà nei prossimi giorni come verrà affrontata la situazione. Il divieto di portare liquidi nei reparti produttivi è insuperabile: è infatti vietato dalle procedure adottate (per motivi igienici e di qualità). La richiesta, quindi, è di avere pause più frequenti o qualche sistema per ridurre la temperatura. Ma il caldo sarebbe solo uno dei problemi, dopo le richieste di effettuare ore di lavoro straordinario "a spot" (così ha detto il sindacato) =, ma anche turni di lavoro il sabato e la domenica senza alcun preavviso: «Richieste che trovano un facile consenso in una forza lavoro composta, in numero irragionevole, da interinali e stagionali, lavoratrici e lavoratori, in buona parte straniera, troppo spesso esposti a facili ricatti, impliciti nei contratti a termine, in scadenza».

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