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La vocazione è giovane: ordinati due sacerdoti

Mattia Vanzo e Riccardo Pedrotti consacrati ieri dai vescovi Bressan e Tomasi. I nuovi preti celebrano oggi la prima messa rispettivamente a Moena e Marco



TRENTO. La soddisfazione della chiesa trentina, non è solo per il fatto che in tempi di crisi di vocazioni, ieri pomeriggio in un Duomo affollato siano stati ordinati due sacerdoti, ma anche perché dietro a loro c'è un gruppo di quindici studenti, due dei quali saranno ordinati sacerdoti l'anno prossimo. I due novelli sacerdoti sono Mattia Vanzo, venticinque anni di Moena e Riccardo Pedrotti di trentacinque anni di Marco di Rovereto.

Oggi celebreranno la loro prima messa nelle parrocchie d'appartenenza: a Marco alle 16 ed a Moena alle 10. Poi inizierà il rispettivo percorso sacerdotale che sarà di «rinunce e tentazioni da superare e da affrontare senza paura, ma con lo spirito di avventura tipico di chi vive una vita diversa».

La celebrazione in Duomo è stata imponente ed è stata concelebrata dal Vescovo di Trento, Luigi Bressan e da quello di Lima Monsignor Tomasi. Presenti quattro cori: quello del Duomo, poi i due delle rispettive parrocchie e quello della cattedrale di San Marco di Rovereto. La cerimonia è iniziata con la processione che si è svolta tutta all'interno del Duomo con l'altare maggiore occupato anche dai diaconi, mentre tra il pubblico c'erano altri religiosi, molte suore ed alcuni boys scout.

Nella sua omelia il vescovo Bressan ha sottolineato come il senso biblico del servire, cioè essere obbedienti a Dio, non è una condizione che annulla la persona. Il sacerdote si deve sentire valorizzato in quanto strumento della realizzazione del Regno di Dio: «Se questo è il nostro compito - e voi Mattia e Riccardo ne siete ben coscienti - è chiaro che tutti noi battezzati abbiamo una vocazione da attuare, una scelta fondamentale di vita orientata al servizio di Dio e del prossimo, poiché questi due poli sono legati indissolubilmente.

Infatti, dice la Sacra Scrittura, chi ama Colui che genera, amerà anche colui che è generato. Inoltre, non è la chiamata a un compito individuale; insieme con fratelli e sorelle siamo raggiunti e abbracciati dallo stesso amore di Dio in Gesù Cristo. Non possiamo quindi agire da soli, ma costruire unitamente nel rispetto reciproco, nella condivisione dei carismi, con umiltà personale, nel sopportare i limiti altrui, lontani da ogni assolutismo individualista e da interpretazioni fondamentaliste, ma guardando a Cristo che ha voluto essere mite e umile di cuore».

E la conclusione dell'omelia è stata affidata ad un appello rivolto ai giovani che non devono avere paura nel farsi coinvolgere in un'avventura di vita, perché: «Colui che ci chiama ci mostra un amore immenso, una forza insuperabile che vince la stessa morte». A conclusione della funzione, c'è stato un brindisi augurale che ha coinvolto anche chi passava per piazza Duomo.

Poi Riccardo Pedrotti e Mattia Vanzo, sono partiti verso le rispettive parrocchie, mentre oggi sarà un' altra giornata importante fatta di ricevimenti istituzionali, visite private ai luoghi di culto più intimi, per arrivare al momento clou che sarà la celebrazione delle loro prime messe. Poi sarà vita parrocchiana fino a quando a Riccardo e Mattia non sarà assegnata la loro prima missione pastorale. (d.p.)













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